(ANSA.IT) – Sono circa 600 gli italiani di cui non si hanno notizie. E questa e’ una stima prudenziale. Cresce il timore sulla loro sorte. Lo ha detto nel corso di una conferenza stampa alla Farnesina il ministro degli esteri Gianfranco Fini.
”Se i morti accertati sono 14, sappiamo che sono di piu’. Altrimenti non vi avrei detto che siamo fortemente preoccupati per gli altri di cui non ci sono notizie”. Piu’ passa il tempo piu’ aumenta la possibilita’ che siano delle vittime.
Riferendosi ai seicento italiani dispersi nel Sudest asiatico, il ministro degli Esteri Gianfranco Fini ha precisato che mancano ancora all’appello “trecento italiani a Krabi, Khao Lak e Phi Phi Island, un centinaio nello Sri Lanka, 63 nel Myanmar”.
Il ministro Calderoli aveva annunciato che 3 degli italiani dati per morti erano stati ritrovati vivi, ma l’ufficio stampa della Farnesina ha subito precisato: ‘Ci piacerebbe tanto poterlo confermare, ma si tratta di persone che erano nella lista dei dispersi. Sono tre persone appartenenti alla stessa famiglia, gli Scabello, ed erano a Pukhet’.
Prosegue senza sosta il ponte aereo avviato dal governo italiano per riportare in patria i connazionali rimasti bloccati nelle spiagge della catastrofe e poche ore fa la Protezione civile e’ riuscita a mettere in salvo una trentina di italiani dati per dispersi a Hikkudiwa, nello Sri Lanka.
Il bilancio degli italiani deceduti: 14. Questi i nomi delle 8 vittime identificate: in Thailandia sono morti Piermario Della Valle, di Varese; Luigi Tribbioli; Mario De Angeli, di Milano; il minorenne Alex Ceotto, di padre italiano e madre thailandese, entrambi feriti; Lisa D’Avola, italo-brasiliana, e il figlio minorenne Gianluca. In Sri Lanka sono morti Raffaella Piva, di Udine, e un uomo di cui si conosce solo il nome di battesimo, Ermanno.

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