SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Ci potete definire i confini del quartiere Paese Alto?
Ad est è di nostra competenza il lato ovest della statale, poi confiniamo a nord con Via Olindo Guerrini, a sud con Via Manara, ad ovest con il ponte dell’autostrada.

Quanti abitanti ci sono?
Circa 3.500, di famiglie se ne contano 1.400.

Alcuni sostengono che quattordici comitati per il territorio di San Benedetto del Tronto siano troppi. Che cosa ne pensate?
Crediamo che per alcune problematiche sia necessario relazionarsi con altri comitati, noi ad esempio, per quanto riguarda la questione scuole, abbiamo collaborato assiduamente con il quartiere “Ponterotto?. In linea di massima però, le specificità d’ogni zona, a partire dalla nostra, rendono necessari i quattordici comitati che attualmente esistono in città.

Molti comitati di quartiere non hanno la sede, voi dove vi riunite?
Niente sede per noi. Il comitato del quartiere Paese Alto è spesso ospite d’associazioni, della parrocchia o di case private. Abbiamo anche individuato una sede potenziale, ma nessuno sembra intenzionato a intercedere in nostro favore: si tratta dell’ultimo piano del vecchio comune, oggi inutilizzato. Preghiamo l’organismo di partecipazione di occuparsi del palazzo delle associazioni: San Benedetto ne ha bisogno.

Della questione “grotte?, presenti nel sottosuolo del borgo antico di San Benedetto, da un po’ di tempo non se n’è più parlato: cosa chiedete sia fatto?
Noi facciamo pressioni sulle amministrazioni da sempre, il problema delle grotte sotterranee al Paese Alto è un problema della città: grave. E’ stato anche evidenziato da uno studio nel 1998, costoso e dettagliato, tant’è che proibirono ai mezzi pesanti di passare onde evitare vibrazioni pericolose per la stabilità. Via Marinuccia, da due anni, è sprofondata e chiusa per metà. Giunta e opposizione danno la stessa risposta: ci vogliono troppi soldi per intervenire. Non c’è priorità perché non è un problema visibile, per lo meno finché nessuno sprofonderà sotto terra.

Viabilità e parcheggi sono i temi più attuali per il Paese Alto, considerando l’apertura della nuova scuola e la revisione del piano urbano del traffico in corso di studio. Qual è il punto della situazione?
Come comitato di quartiere abbiamo avuto due incontri con l’ing. Canestrari, il tecnico con l’incarico di realizzare il nuovo PUT, e l’assessore ai lavori pubblici Giovanni Poli, in entrambi i casi ci hanno illustrato delle ipotesi senza punti fermi. Vivendo al Paese Alto sappiamo quali sono i nostri problemi e tutto ruota intorno al parcheggio sotterraneo con più di 170 posti, recentemente costruito sotto la scuola nuova. Il fatto è che non sappiamo se venga o meno aperto durante la notte, poiché il problema parcheggi è sentito in modo particolare in quelle ore, considerando che ci sono cinque ristoranti. Secondo il comitato, è necessario che sia aperto 24 ore su 24, anche perché altrimenti il privato che gestirà la struttura non avrà grandi entrate. L’amministrazione, nel frattempo, dichiara che la convenzione, che si spera possa essere rivista, non prevede nessuna apertura notturna obbligatoria e che sarà quindi una scelta a discrezione del gestore. Le problematiche alla viabilità che la nuova scuola, frequentata da 250 bambini (quindi, potenzialmente, da altrettante auto), potrebbe creare non le conosciamo, certamente un traffico intenso potrà intaccare l’equilibrio precario delle grotte sotterranee. Il 23 dicembre ci sarà l’inaugurazione della scuola, siamo preoccupati per quello che può accadere poi, non dalla situazione preesistente. Le proposte fatte finora dall’amministrazione porterebbero all’isolamento del Paese Alto, cosa che assolutamente contestiamo, ma non possiamo fare proposte finché non conosciamo le sorti del parcheggio sotterraneo

Avete in precedenza accennato alla vecchia scuola di Piazza Bice Piacentini, cosa volete che si faccia del suo edificio?
Che fosse a disposizione per le attività sociali del quartiere con la nostra supervisione. Precedentemente, avevamo chiesto d’acquistare l’edificio, tre piani di 45 metri quadri ciascuno, ma poi con il bando fatto dall’amministrazione, che prevedeva esclusivamente una permuta per la costruzione della nuova scuola media “M. Curzi?, non abbiamo potuto fare niente. Ora è tutto bloccato.

Parliamo della torre guelfa, il simbolo della città. Come mai, nonostante la recente ristrutturazione, non è visitabile?
Non lo sappiamo. Abbiamo fatto molte richieste all’Amministrazione, anche per utilizzarla come sede, tutte regolarmente protocollate, ma non abbiamo ottenuto alcuna risposta. Noi stessi siamo disposti a gestire il Torrione e tenerlo aperto tutti i giorni, si tratta del patrimonio storico di San Benedetto del Tronto, non solo del Paese Alto.

Per rivitalizzare il Paese Alto alcuni hanno proposto un mercatino dell’artigianato, pensate sia una buona idea?
Già nel 1996, il comitato di quartiere di quell’anno propose un progetto simile, ma non fu possibile portarlo a termine. Oggi, i motivi impossibilitanti sarebbero gli stessi: mancano servizi igienici, luci e parcheggi.

Quali sono i vostri rapporti con l’Amministrazione?
Pressoché nulli. Spesso c’interroghiamo sul motivo della nostra esistenza: non siamo ascoltati e non riceviamo risposte dall’amminiztrazione.

Avete altri problemi da segnalare?
Intervenire su fogne, grotte e arredo urbano, sono le priorità; poi ci sono problemi d’ordinaria amministrazione come la pulizia e l’asfalto delle strade: Via Marinuccia è l’emblema dell’incuria. Le tre piazze storiche della città, Piazza Sacconi, Piazza Bice Piacentini e Piazza Dante, sono in pessime condizioni. In ultimo vorremo segnalare che il campo di calcio vicino al cimitero, dove gravitano circa 180 bambini, non ha gli spogliatoi.
(I componenti del Comitato di quatiere Paese Alto: PATRIZIA LOGIACCO Presidente; VITTORIO PIERAZZOLI Vice presidente; MARIANO STRACCIA Tesoriere; GINEVRA PEZZUOLI Segretaria; ANDREA CAMELA; VALERIANO PIATTONI; GIUSEPPE PIGNOTTI; GIUSEPPE RIVOSECCHI; GIANFRANCO BALESTRA; SESTO MANNOCCHI; STEFANO GAETANI; ANNA RITA SPINOZZI)

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