Roma, 28 dic. (Adnkronos) – E’ una tragedia epocale la catastrofe naturale che ha colpito il sudest asiatico. Il numero delle vittime si aggrava di ora in ora. All’indomani del maremoto, scatenato dal terremoto del nono grado della scala Richter con epicentro al largo dell’isola di Sumatra, la stima delle vittime tocca i 40mila morti. Ma fonti ufficiali temono che il bilancio possa a salire fino a 57 mila vittime. In Indonesia potrebbero essere 25mila le vittime nella provincia di Aceh. Lo ha riferito il vice presidente indonesiano Jusuf Kalla, dopo ulteriori sopralluoghi nelle zone colpite. ”Stimiamo che il bilancio dei morti possa arrivare fino a 25mila – ha dichiarato nel corso di una conferenza stampa nella base militare di Medan, a nord di Sumatra – Possiamo solo pregare”. Kalla ha aggiunto che gli sfollati sono tra i 50 e i 60mila.
Tra i paesi più colpiti lo Sri Lanka, dove si contano 12 mila vittime, l’India, con oltre settemila vittime e la Thailandia del Sud, dove si parla di duemila morti. In base alle prime valutazioni operate dagli uffici dell’Unicef, circa un terzo delle vittime e dei senza tetto sarebbero bambini. 30mila sarebbero i dispersi nelle isole indiane di Andaman e Nicobar, nel Golfo del Bengala, secondo quanto ha reso noto l’agenzia di stampa France Presse, citata dalla televisione britannica Sky News.
Tra le vittime ci sono almeno 13 italiani, secondo quanto riferito dalla Farnesina. Sale, invece, a 15 il bilancio dei cittadini britannici morti nel devastante maremoto, ma sembra destinato ad aumentare, come rifericono fonti del ministero degli Esteri di Londra. Ai 10 britannici morti in Thailandia e ai 3 nello Sri Lanka, si sono infatti aggiunti un turista alle Maldive, stroncato da un infarto, e una donna. Secondo le autorità di Londra, sarebbero migliaia i turisti d’Oltremanica feriti e decine quelli ancora dispersi.
Almeno quattro sudafricani sono morti e altri 12 sono al momento dispersi nell’isola di Phuket, in Thailandia. Lo ha riferito il portavoce del ministero degli Esteri di Johannesburg, Ronnie Mamoepa, aggiungendo che altri due connazionali sono stati ritrovati vivi a Chennai.
Due olandesi sono morti in Thailandia. Lo hanno riferito fonti dell’ambasciata olandese a Bangkok, precisando che i corpi di una ragazza e di una donna sono strati recuperati a Phuket. Secondo fonti ufficiali, sono 13 gli olandesi dispersi e oltre 60 quelli feriti.
Servono ”molti miliardi di dollari” e diversi anni per seppellire i cadaveri, debellare le epidemie e ricostruire quanto distrutto dalle tsunami, onde anomale alte fino a 10 metri, che hanno sconvolto il sudest asiatico. Lo ha detto il coordinatore per gli Aiuti umanitari delle Nazioni Unite, Jan Egeland, sottolineando come l’entità della tragedia richieda uno sforzo maggiore rispetto ad altri grandi calamità. Egeland ha poi precisato che voli con a bordo aiuti umanitari e generi di primo soccorso partiranno nelle prossime 48 ore da una ventina di paesi verso le zone colpite dal maremoto. Resta, infatti, elevatissimo il rischio di diffusione di epidemie, come malaria ed infezioni respiratorie.
La violenza del maremoto che ha sconvolto il sudest asiatico ha risparmiato la centrale nucleare di Kalpakkam, a 80 chilometri da Madras, in India. Il governo di Nuova Delhi aveva parlato di infiltrazione d’acqua nell’impianto elettro-nucleare dello stato di Tamil Nadu, sollevando il rischio di un disastro nucleare. ”Le unità della centrale nucleare di Kalpakkam sono al sicuro, non c’è nessun rischio di contaminazione”, hanno riferito fonti ufficiali, citate dall’edizione on line del giornale ”Thee Times of India”. Il maremoto ha comunque provocato alcuni guasti ed una commissione di esperti si è riunita d’urgenza per valutare i danni.

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