da www.ilmessaggero.it
KO SAMED (Thailandia) – “Gli aromi della gustosa cucina thai si diffondevano già nell’aria e ci si preparava a sedersi a tavola, quando il televisore, perennemente acceso, ha cominciato a dare le prime immagini diffuse dalla CNN del maremoto che ha colpito India, Sri Lanka, Malesya, e Thailandia. Sono in vacanza proprio in quest’ultimo paese con mio figlio Leonardo ed il fotografo Adriano Cellini e proprio oggi sono venuti a trovarci amici sambenedettesi: Mario Zazzetta con sua moglie thai Quanyi, che vivono qui da anni, e Graziano Bruglia, con la moglie Ivonne, che trascorrono gran parte dell’inverno in una incantevole baietta, ma sulla terraferma.
Fortunatamente noi siamo nell’isola di Ko Samed che si trova a duecento chilometri circa a Sud est di Bangkok nella provincia di Rayong e proprio all’interno del Golfo di Thailandia. Qui non è accaduto nulla: dunque, ci siamo trovati in una situazione geograficamente protetta rispetto all’epicentro del catastrofico maremoto. Neppure una vibrazione sul terreno, solo quelle drammatiche immagini della CNN che ci hanno fatto raggelare il sangue.
In un attimo ci siamo ritrovati tutti, turisti e non, sotto il televisore del bar annesso al Vong Deuan Resort dove appunto alloggiamo sull’isola. Tutti a commentare il dramma di quelle povere vittime, a migliaia, sommerse dall’onda. Cominciano a squillare i cellulari: si comunica più facilmente con gli SMS, ma molti riescono in questi momenti di trepidazione a rasserenare i parenti che chiamano da Germania, Russia, Gran Bretagna, Danimarca e, ovviamente, dall’Italia. Siamo tutti attoniti di fronte a quell’immmagine che viene spesso rimandata sugli schermi dell’onda che si infrange fra le palme di una località dello Sri Lanka e del deserto provocato a Phuket dove maggiore è stato il suo effetto devastante in Thailandia.
Un inglese mi dice che per puro caso non si trova lì, a Phuket. Una coppia di anziani romani, lei, la signora Giovanna, giunge le mani quasi in segno di preghiera e di rispetto. Con il marito pratica questa isola da 13 anni. Anche lei è molto impegnata con il cellulare. C’è un’altra famiglia italiana, moglie, marito e due figlie, che chiamano a casa per rassererenare i loro parenti. Poi la CNN continua a dare nuove immagini del Bangla Desh, dell’India e ancora di Bangkok e Phuchet. Più sereni di noi, compresi tedeschi e russi, appaiono i thai, così almeno mi sembra, Sanno probabilmente di anon avere parenti da quelle parti. E i turisti di Bankok sarebbero arrivati qui domani per unirsi alle feste del Capodanno in segno di ospitalità verso i turisti occidentali. Gli altri thai sono perlopiù lavoratori che vengono dai paesi sulla costa che dista non più di mezzora di battello da qui. Altri flash, altre informazioni dalla CNN, altri commenti. In noi resta soltanto la grande tristezza nell’animo di trovarci così, in costume da bagno, di fronte ad un dramma che ha colpito nuovamente un angolo di globo già martoriato da carestie e disuguaglianze.
A Bangkok si trova in vacanza anche un altro sambenedettese, il prof. Renato Novelli, docente di sociologia economica all’Università di Ancona, che conosce molto bene il Paese anche per essere sposato con una thailandese. «Il bilancio delle vittime dice è destinato a salire anche in Thailandia. Non si sa nulla ad esempio di una nave da crociera con 200 passeggeri in navigazione a Surin, nel nord, o dei turisti che affollavano l’isola di Adang”.

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