*Carissimi,
ritornano le feste del Natale del Signore, con le loro tradizioni, il loro fascino emotivo, tante umanissime suggestioni. E’ difficile rimanere indifferenti ai richiami di queste giornate ricche di memorie e attese con ansia non solo dai bambini.
Il Natale ha una sua forte valenza storica e culturale, che solo un’ideologia priva di consistenza aggettiva può in qualche maniera negare od emarginare.
Basterà pensare che gli anni per molti popoli del nostro mondo vengono numerati a partire dalla nascita di Gesù e che gran parte della produzione artistica in Italia ed anche in Europa fa riferimento alla persona di Cristo e del suo messaggio di salvezza.
Quante opere di letteratura, musica, architettura, scultura e pittura, risulterebbero incomprensibili senza una minima conoscenza de! cristianesimo. Ma anche molti valori oggi pacificamente accolti ed abbastanza vissuti, come la dignità della persona umana, il diritto alia libertà, l’uguaglianza tra tutti gli uomini, l’impegno per la fratermtà e per la pace, sono convinzioni entrate a far parte del bagaglio culturale dei popoli grazie al Vangelo di Cristo.
Ecco perché il filosofo Benedetto Croce aveva affermato che “non possiamo non dirci cristiani” ed ecco i motivi per cui non possiamo dimenticare le nostre radici, se appena vogliano capire un poco il mondo in cui viviamo e se amiamo avere chiara coscienza della nostra identità.
Per i credenti il Natale possiede soprattutto una fondamentale importanza religiosa, perché fa memoria del Figlio eterno di Dio che diventa carne nel corpo di Maria ed arriva in mezzo a noi per venire incontro alle povertà della nostra mente, rispondendo alle tante esigenze di comprensione del senso della vita e delle cose, e per sollevarci dalle nostre incapacità esistenziali offrendoci ma speranza certa, fondata solla sua Persona e sulfamore che Egli ci dona. La morte in Croce di Gesù e la su» Risurrezione costituiscono la concreta possibilità di un perdono vero per ogni persona e la sicura prospettiva di una reale riuscita per ogni vita.
E’ questo il lieto annuncio del Natale, che si ripete ogni anno per ogni uomo di buona volontà, dopo che è risuonato quella prima volta nella notte santa di Betlemnte, quando l’angelo disse ai pastori: “‘Non temete, ecco vi annunzio una g-ande gioia, che sarà di tutto ti popolo; oggi vi è nato città di Davide un salvatore, che è il Cristo Signore ” (Lc 2, IO-11).
Dunque, il Natale di Gesù è innanzitutto un evento di gioia ed il ricordo di questo evento non può essere che motivo di grande gioia. Se ci crediamo veramente, non dovremmo lasciare spazio nella vita alla tristezza ed alla paura, perché il Signore ha posto la sua tenda accanto alla nostra. Ed anche se siamo nella sofferenza e stiamo passando un momento di prova, anche se subiamo un’incomprensione, ci turba una malattia e la depressione ci svuota di voglia di vivere, non dobbiamo lasciarci schiacciare da tutto questo. Anche per noi, anche per me e per te, brilla una luce di verità, esìste una speranza che non delude, ti viene offerto un amore che non dimentica, è disponibile una forza che sostiene. Gesù è venuto per questo ed è presente per amare ciascuno di noi.
Come vorrei che queste convinzioni di fede diventassero dimensioni di vita per rutti, e specialmente per i malati che stanno soffrendo, per i giovani che sono in ricerca, per le persone annullate dalla depressione, per le famiglie provate da una difficoltà, per i poveri che ogni giorno fanno fatica a vivere! Il Natale arriva per tutti, ma in modo particolare arriva per quelle persone che stanno attraversando un momento di crisi e si sentono sole, emarginate o dimenticate. I1 Signore Gesù arriva come bambino per te!
È questo il mio augurio cordiale. Per questo prego per tutti e con affetto tutti benedico,
Buon Natale!
+ Gervasto Gestori Vescovo

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