SAN BENEDETTO DEL TRONTO – L’ultimo consiglio comunale ha approvato la variante di destinazione della zona antistante la chiesa della parrocchia di San Pio X, dove dovrebbe sorgere la piazza del quartiere Marina di sotto. Al contempo però, mentre la maggioranza non si presentava alla prima convocazione dello stesso consiglio comunale, il sindaco Martinelli s’incontrava con i progettisti del piano regolatore e uno dei tre proprietari della zona oggetto d’esproprio. Oggetto dell’incontro: urbanistica contrattata, ovvero ottenere la cessione del terreno in cambio di qualcosa.
La contestazione dei partiti di minoranza poggia su una domanda: perché portare a termine l’iter dell’esproprio e della variante di destinazione, cosa che se procede rapidamente necessita di nove mesi, nonostante siano stati già riservati i fondi, se nel frattempo si vuole contrattare con i privati? “Il premio (ciò che in concreto otterrebbero gli imprenditori proprietari dell’area, ndr) – commenta il capogruppo Ds e coordinatore comunale de L’Ulivo, Giovanni Gaspari – consisterebbe in un aumento volumetrico di trentamila metri cubi, cosa che avrebbe conseguenze gravissime per gli altri imprenditori proprietari delle aree vicine, i quali dovrebbero provvedere agli standard previsti dalla legge per singolo abitante. E’ necessario considerare tutta l’area, non un piccolo pezzo, poiché si svantaggiano gli altri proprietari. Un paradosso è iniziare un nuovo iter, dopo averne concluso un altro completamente differente, considerando pure che i 400 milioni di lire necessari per l’esproprio sono disponibili. Il lavoro svolto finora non serve più? Quest’amministrazione spieghi le ragioni di quello che sta facendo?.
La città ha bisogno del PRG, L’Ulivo e Rifondazione comunista chiedono come l’ing. Bellagamba, tecnico incaricato alla sua realizzazione, riuscirà a trovare gli standard necessari: 1.500.000 metri quadri di verde e servizi.

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