SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Abbiamo intervistato il presidente del comitato di quartiere Paese Alto, che ci parla dei cambiameti avvenuti nel corso di questi anni e delle potenzialità di una manifestazione come quella di “Natale al borgo?.
Nuove scenette per un appuntamento che viene riproposto anno dopo anno. Ma come è cambiato un incontro così sentito?
“Dal punto di vista organizzativo ci sono stati notevoli vantaggi: ormai sappiamo dove andare a prendere le cose che ci occorrono, e per il fatto di ripetere la stessa esperienza anno dopo anno i preparativi sono molto più veloci. Sono anche cambiati i rapporti all’interno del gruppo. Abbiamo stretto rapporti di amicizia con tutti. Basti pensare che a “Natale al borgo? recitano cinque ragazze da quando facevano le medie e ormai sono laureate. Siamo felici che i giovani si siano avvicinati alla tradizione sambenedettese e non ci abbiano abbandonato. Anche le persone che recitano hanno acquistato maggior padronanza e si divertono sempre di più.?
Quali sono le difficoltà a cui si può andare incontro?
“Le vere difficoltà sorgono quando si ammalano le persone all’ultimo minuto e non sappiamo come rimpiazzarle!?
Come si può migliorare una manifestazione come “Natale al borgo??
“Natale al borgo è un contenitore fatto di tanti micro progetti. Affianco alla recitazione c’è la mostra, la degustazione dei prodotti tipici, tutti caratteri strettamenti correlati alla cultura locale. Si potrebbero inserire molte altre cose, che potrebbero dare maggior slancio, ma si è legati ai problemi di natura economica e di disponibilità.?
Quali sono i progetti per il futuro?
“Da febbraio cominceremo a lavorare per l’edizione del decennale. Molte sono le novità in vista ma non posso anticipare nulla!?

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