SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Manca ancora una giornata alla fine del girone di andata nella divisione est di serie C1 (il 17° turno si disputerà il prossimo 6 gennaio), ma il Rimini dopo la 16a giornata disputata l’altro ieri è già matematicamente “campione d’inverno?, avendo portato a quattro i punti dall’Avellino.
I biancorossi meritano senza ombra di dubbi la leadership del girone perché, a parte i risultati, hanno sempre sciorinato un calcio di categoria superiore. Annichilito domenica pomeriggio il più quotato (ma a tutt’oggi inferiore) Napoli Soccer. I romagnoli sono l’esatta antitesi dei partenopei, squadra che non è ancora tale, quanto piuttosto una serie di buone individualità, in taluni casi sprecate per la categoria, distanti però dall’essere armoniosamente amalgamate; iniziano altresì a manifestarsi continui segnali di nervosismo: al Neri Abate, dopo la sostituzione, ha platealmente mandato a quel paese mister Ventura, mentre il ds Pierpaolo Marino negli spogliatoi ha “sputato? veleno contro la squadra.
Dicevamo del Rimini, ovvero un impianto ormai collaudato, diretto dall’abile Leo Acori e furbescamente rinforzato in estate dall’esperienza di Baccin e dai gol di Muslimovic; il direttore d’orchestra invece non è cambiato, è rimasto sempre l’argentino Adrian Ricchiuti, vera e propria arma letale ieri per la difesa azzurra.
Rimini vittorioso con pieno merito e lasciamo stare le consuete (anche se in questo caso legittime) lamentele in merito alla conduzione di gara del signor Celi da parte del clan napoletano.
Avellino bloccato dal Sora che nel secondo tempo accarezza il sogno di stendere la seconda forza del campionato (vantaggio siglato da Ferraresi), ma che dopo soli due minuti viene raggiunto dal gol di un Evacuo sempre più in crescendo nelle ultime giornate (l’attaccante scuola Lazio in rete per la terza volta in questo torneo). I ciociari meritano la divisione della posta e tra le note liete della giornata annovera il portiere Ripa – decisivo in più di una circostanza – il quale bissa la buona prestazione sfornata a San Benedetto e si lascia alle spalle le polemiche scaturite dalla “papera? contro il Benevento.
Cade invece la Reggiana sul campo della Spal, alla prima sconfitta fuori casa e soprattutto infilzata per ben due volte dopo che in precedenza Paoletti aveva incassato appena 5 reti. Cecchini dei granata il duo estense Consonni-La Canna che regala ai ferraresi una vittoria che al Paolo Mazza mancava dallo scorso 26 settembre. Poche attenuanti per gli uomini di Giordano i quali hanno perso ben oltre quanto dica il punteggio finale.
Il Lanciano impegnato nel posticipo contro il fanalino di coda Vis Pesaro vince di misura e si porta, da solo, in quarta posizione, ad una sola lunghezza dalla Reggiana. Il solito gol di Soncin – che va ad esultare dietro la porta tirando fuori una piccola scritta per il compagno Movilli squalificato per doping – basta ai frentani per superare una Vis che ha giocato una buona partita, meritando probabilmente il pareggio; meno brillante del solito infatti la squadra di Maurizio Pellegrino (complice anche il terreno pesante), spesso messa in difficoltà dalle ripartente dei marchigiani i quali dopo il 90° recriminano per un gol annullato a Di Domenico nel primo tempo, quando ancora il risultato era sullo 0-0.
Peggio è andata al Padova, alla seconda sconfitta consecutiva: ieri si sono fatti sorprendere da un Teramo che con il ritorno in panchina di Zecchini hanno definitivamente ritrovato la via giusta e che con l’exploit dell’Euganeo si sono tirati fuori dalla zona play out. Beretta dopo appena quattro minuti ha siglato la marcatura che vale la terza affermazione esterna della stagione al cospetto di un avversario che è parso sottotono nella condizione fisica.
Giù di corda anche la Samb che per la prima volta dopo quindici partite merita davvero di perderne una e lo fa di fronte ad un Martina più battagliero e meglio messo in campo dall’ex Sauro Trillini. Non esente da colpe il collega Davide Ballardini, il quale sconquassa oltremodo l’intelaiatura dei rossoblù lasciando troppo solo nel settore nevralgico del campo il gregario Amodio e rivoluzionando, o quasi, la difesa. Risultato: Per i marchigiani la terza sconfitta stagionale – con annesso un naturale ridimensionamento – per i pugliesi il ritorno alla vittoria dopo due mesi, la prima in ogni caso della gestione Trillini, necessaria a guadare al nuovo anno con un pizzico di ottimismo in più.
Ottimismo che invece difetta al Foggia – pare vicina la rescissione del contratto di Lulù Oliveira ed una mezza rivoluzione dell’organico per mano dell’imbufalito patron Giuseppe Coccimiglio – bloccato nuovamente in casa da un Chieti che si è troppo presto accontentato del punto; se avesse osato di più contro i satanelli, apparsi in una sorta di stato confusionario, forse adesso staremmo a parlare di un altro risultato. Ritornando al Foggia: la lezione impartita al Napoli dieci giorni fa è da considerarsi alla stregua di un fuoco di paglia?
Il Giulianova, sfortunato ed impreciso, raccoglie un solo punto dalla sfida casalinga contro un Benevento che orfano degli squalificati Molino e Menolascina, si aggrappa ancora una volta al miglior portiere, insieme al reggiano Paoletti, del girone: Lotti. Partita intensa ed emozionante quella del Fadini, a dispetto del risultato ad occhiali, che allunga la striscia positiva delle due contendenti: il Giulianova ha racimolato 8 punti nelle ultime quattro gare, mentre i sanniti sono imbattuti da sette turni.
Chiudiamo l’analisi della sedicesima giornata rammentando l’anticipo di venerdì scorso disputatosi tra Fermana e Cittadella, in cui gli ospiti hanno prevalso grazie alla rete messa a segno da Giacobbo. I granata si sono arrampicati al quart’ultimo posto, mentre i canarini, alla luce dei risultati dell’altro ieri sono stati risucchiati in piena zona play out.

INCIDENTI. La giornata che ha chiuso il 2004 ha purtroppo visto il verificarsi di alcuni incidenti tra tifoserie e forze dell’ordine. E’ successo a Rimini dove alcune centinaia di sostenitori napoletani privi di biglietto hanno tentato con la forza di entrare nel settore ospiti del Romeo Neri e al Paolo Mazza di Ferrara, protagonisti gli ultras reggiani, tra i quali un ragazzo è rimasto ferito in seguito allo scoppio di un petardo lanciato.

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