KATRIN PLAVCAK
verstellter Blick / sguardo distratto
Lo sguardo distratto intende uno sguardo sul mondo in senso pieno, non come immagine distinta, ottimizzata, ma come immagine che include, pittoricamente, fattori di disturbo.
Un tentativo di captare le sedimentazioni, sia quelle visive davanti agli occhi che quelle immaginate dietro la retina, adattate dal cervello secondo il bisogno.
Un plusvalore dell’immagine che si occupa della texture delle cose: della velocità, della dissoluzione e delle forme astratte.
Le opere esposte nella mostra da un lato tentano di tematizzare e di disturbare lo sguardo dell’osservatore sulle immagini, e dall’altro inseriscono un filtro alla prospettiva dei protagonisti.
Io immagino che lo sguardo non vada solo nella direzione osservatore – quadro, ma che venga riconosciuto anche ai personaggi dei quadri un certo potere visivo, con il quale essi possano guardare dal quadro allo spettatore.
‘In the land of the blind the one – eyed is king’ racconta dello sguardo formato di bambini con disturbi visivi, che dovrebbero spiegarsi il mondo con il loro occhio malato. I colori che contrassegnano il paesaggio, assumono una certa autonomia e, limitando la vista, segnalano la confusa tridimensionalità.
Nel quadro ‘verstellter Blick’ si trova uno sdoppiamento del disturbo visivo – altri due piani vengono inseriti tra l’osservatore e il soggetto dell’immagine. Chi osserva viene osservato dal soggetto del quadro attraverso un filtro e si trova egli stesso confrontato con il messaggio in dissolvenza del quadro.
‘PS – winken’ mostra una donna come supporto pubblicitario in forma molto diretta – il logo sportivo è applicato direttamente sul suo corpo. Le strisce del quadro si orientano cromaticamente sull’immagine sottostante – un ammortizzatore astratto che incoraggia o impedisce lo sguardo voyeuristico?
‘Schmelzer’ mostra alcuni uomini che osservano altri corpi. L’osservatore osserva l’osservatore – attraverso il quadro, in quanto finestra, si apre uno spazio che diventa autoreferenziale.
‘Horsepower’ irrita per il gesto del proprietario del cavallo; la forza del segno. Egli acquista cavalli e li fa cavalcare. Gioca ai dadi e tenta la fortuna. Sopra di lui il firmamento come una geometria casuale.

KATRIN PLAVCAK -biografia-
Katrin Plavcak è nata in Germania a Gutersloh, nel 1970, e si è diplomata all’Accademia di Belle Arti di Vienna con Sue Williams. Vive e lavora a Vienna e Berlino.
Ha al suo attivo numerose mostre in Austria, Svizzera e Germania presso gallerie, istituzioni e musei pubblici e privati fra le quali meritano una citazione almeno le personali tenutesi alla Sammlung Essl (2000), all’Expo 3000 a Berlino (2001), alla Mezzanin Gallery di Vienna (2000, 2002, 2003, 2004) e la partecipazione ad alcune colletive come ‘New Austrian Spotlight’ ad Istambul (2000), ‘Painting on the Move’ alla Kunsthalle di Basilea (2002), ‘Lieber Maler, male mir … / Radikaler Realismus nach Picabia’ alla Kunsthalle di Vienna (2002), alla Kunsthalle di Krems (2003) e alla Kunstverein di Wiesbaden (2003), alla ‘4West5’ di Londra e all’Austrian Art Studio di Chicago (2003), alla Sammlung Essl e alla Kunstlerhaus di Vienna, all’IBID project di Londra e ‘Ursula Blickle Stiftung’ a Karlsruhe (2004). La sua attività comprende anche dei video: ‘KogelstraBe 14’ / video 10 min. / Berlin 2001 / coprod. Alex Regl; ‘Intact Crash’ / video 6 min. / Wien 2002 / coprod. Alex Regl; ‘Jewel Osco’ / video 4,50 min. / Berlin 2003 / coprod. Johanna Kirsch. Inoltre ha realizzato diverse produzioni musicali con il suo gruppo ‘BLENDWERK’: MC Leroy (1997); CD tO.or.at / blendwerk (1999); CD keine Angst (2001).
Questa di Fuorizona (11 dicembre 2004 – 12 febbraio 2005) è la sua prima mostra personale in Italia, in contemporanea (dal 10 dicembre 2004) è stata invitata a partecipare a ‘Costanti Diversità / Biennale di Arti Visive 2004’ a cura di Bruno Corà al CAMeC Centro Arte Moderna e Contemporanea di La Spezia e dal 18 gennaio 2005 al 9 aprile a ‘Slices of Life’ all’Austrian Cultural Forum di New York. A Fuorizona presenterà una mostra installazione con 5 opere (oli su tela) appositamente realizzate per la mostra e una parete dipinta.

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