SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il 15 era definitivamente scattato l’aumento del 300% dei canoni demaniali, ma con un colpo di coda la Camera dei Deputati ha poi prorogato per l’ennesima volta l’applicazione a data da stabilire del provvedimento (fatto avvenuto già tre volte nel giro di un anno).
Domani il provvedimento di proroga passa alla discussione del Senato, che potrebbe a sua volta approvare questa decisione. Tuttavia non si capisce come il turismo balneare italiano (e quello della Riviera delle Palme rappresenta circa il 90% del turismo del Piceno…) possa programmare un suo organico sviluppo se sugli investimenti pesa un possibile esborso di 10.000 euro da parte di una concessione media rispetto al canone già attualmente pagato.
Per questo motivo domani una delegazione di concessionari marchigiani e sambenedettesi si recherà davanti al Senato della Repubblica per protestare contro questa decisione: in effetti nelle Marche si chiede da tempo l’applicazione della legge sul demanio già esistente, che però soltanto le Marche e la Liguria hanno reso effettive; nelle altre regioni non si è provveduto a classificare il demanio per zone di valore turistico A (alta), B (media, quella della Riviera delle Palme), cosicché persinoa Capri o a Viareggio si paga il canone C.
Sarebbe il caso che domani i parlamentari marchigiani e sambenedettesi in particolare facessero sentire la propria voce.

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