Ci può illustrare i confini del suo quartiere?
La nostra zona è quella più a nord della città. Interessano il nostro comitato la parte nord di Via Marradi, chiamata “salita dei leoni?, Via Manzoni e Via Dari/Via Morosini. Il confine con Grottammare chiude il quadrilatero.
Quanti sono i residenti?
Circa 3.500. Negli ultimi anni c’è stata una forte espansione.
Sono circa due anni che il comitato di quartiere “San Filippo Neri? non si riunisce ufficialmente, ce ne può spiegare i motivi?
In realtà vorrei che quest’intervista sia un passo importante per la ricostruzione del comitato. Come ha già detto lei, sono due anni che non ci riuniamo, soprattutto a causa della decimazione dei consiglieri che alle ultime comunali, nel 2001, s’erano presentati nelle liste elettorali; da statuto infatti è previsto che chinque voglia fare politica attivamente debba dimettersi dai comitati. Una norma che non approvo e che chiedo venga abolita o modificata, almeno per permettere a chi fa parte di un’organizzazione come la nostra di candidarsi: in pratica obbligo di dimissioni solo se eletto. Faccio, anche a nome di altri consiglieri, un appello accorato al nostro presidente, Osvaldo Viscioni, per indire nuove elezioni altrimenti lo farà l’assemblea. Su questo problema denuncio anche il disinteresse dell’amministrazione che potrebbe fare pressioni sul presidente. Un altro problema riguarda la sede.
In molti si lamentano del fatto di non averne una. Questo riguarda anche voi?
Le nostre riunioni si sono sempre svolte in un locale della chiesa di San Filippo Neri; alcuni non erano d’accordo poiché non volevano subire alcun condizionamento. L’amministrazione Perazzoli ci aveva concesso dei locali in Via Macchiavelli, vicino al C.ha.p.p., cosa che non è stata portata avanti dalla nuova giunta, questo per una precisa volontà politica. Avere una sede dove svolgere le riunioni è un’esigenza primaria, il sindaco Martinelli il 3 dicembre 2003 aveva promesso tre sedi per i comitati, una centrale, una in zona nord e l’altra a sud. La promessa ancora non è stata mantenuta. Ho anche fatto una proposta: le sedi dei comitati di quartiere potrebbero diventare dei piccoli uffici decentrati del Municipio dove svolgere alcune pratiche.
Crede, come altri suoi colleghi, che i 14 comitati attualmente in città siano troppi?
Sì, sarebbe necessaria un’aggregazione di alcuni. Sono contrario al concetto di circoscrizioni portato avanti da alcuni politici, ma è necessario ridurre i comitati di quartiere. Setto o otto, al massimo.
Molti comitati lamentano di non essere mai stati interpellati per quanto riguarda PRG e PUT. Lei cosa dice?
Non posso che allinearmi con gli altri. Abbiamo avuto un contatto con l’amministrazione al tempo del piano idea e nulla più. Per quanto concerne il PUT, il piano urbano del traffico, hanno bocciato un nostro progetto che riguardava Via Ferri, Via D’Annunzio, Via Manzoni e Via Marsala, nel quale volevamo riprendere l’idea dei sensi unici alternati di Viale De Gasperi e vie limitrofe. Vorrei poi fare una domanda all’amministrazione: chiedemmo di mettere dei dossi rallentatori in Via Ferri e Via D’Annunzio e ci dissero che la legge non lo permetteva, come mai ultimamente in città proliferano?
Il suo è un quartiere preferico: crede che per questo motivo venga scarsamente considerato dall’amminnistrazione?
Sì. Malgrado Martinelli sia stato eletto con il contributo forte dei quartieri di periferia, tutti noi siamo stati abbandonati. Abbiamo impiegato due anni per far mettere due lampadine e alcuni giochi nel campetto di Via Manzoni: c’è voluta la volontà personale del sindaco.
Che problemi vuole segnalare all’amministrazione?
Per prima cosa ci sono molti marciapiedi da rifare, abbiamo il problema dei parcheggi, la segnaletica e l’illuminazione sono da rinnovare, l’area Sgattoni necessita di una ripulita per motivi igienico-sanitari, il parcheggio di Via D’Annunzio è abbandonato e degradato, in Via Manzoni c’è bisogno d’intervenire onde evitare allagamenti. Spero che si possa presto risolvere il contenzioso con i magazzini Gabrielli, che dovrebbero portare a termine un progetto che prevede la costruzione di un campo di calcetto, un autolavaggio, parcheggi e un box, da utilizzare per le riunioni del comitato in Via Calatafimi.

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