SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La Samb torna dalla trasferta di Martina Franca con le ossa rotte: passi per la seconda sconfitta rimediata lontano dal Riviera delle Palme, passi per i due punti incamerati in tre gare, passi per la seconda partita consecutiva senza aver messo a segno un gol, ma mai prima d’ora gli uomini di Davide Ballardini avevano meritato di perdere così nettamente.
In precedenza le delusioni patite con Vis e Napoli avevano lasciato accampare delle attenuanti: sfortuna, imprecisione, alcune decisioni dell’arbitro e così via. Sul prato del Tursi invece, ieri pomeriggio, abbiamo “ammirato? la brutta copia della squadra che ci aveva sinora abituato se non al bel gioco almeno ad una buona dose di grinta e “cattiveria agonistica?, quella stessa che – parole di capitan Colonnello – ieri ha fatto difetto ai rossoblù, inceneriti dalla maggiore determinazione della compagine biancazzurra, la quale è ritornata alla vittoria dopo ben dieci turni (Martina-Fermana dello scorso 10 ottobre); si tratta della prima della gestione Trillini che finora aveva raccolto un solo punto nelle precedenti tre esibizioni.
Resa più o meno incondizionata sui tutti i fronti, ma forse la Samb la partita l’ha persa soprattutto a centrocampo dove tutto il peso del reparto (assente Cigarini) è stato sulle spalle di Amodio – un vero e proprio gladiatore, l’ultimo dei suoi ad alzare bandiera bianca – il quale ha dovuto correre per tre; Bogliacino, schierato da Ballardini al suo fianco, si è palesemente mostrato a disagio.
Il tecnico rossoblù negli spogliatoi ha giustificato il mancato impiego di De Rosa spiegando che il “ringhio? nostrano assomiglia troppo per caratteristiche ed indole al centrocampista uruguaiano, il quale necessita di un calciatore più disciplinato come spalla ideale.
Anche nel reparto difensivo non è filato tutto liscio (prova ne sono stati i cambiamenti in corsa effettuati dall’allenatore ravennate): l’aver smontato la coppia centrale Zanetti-Canini non si è rivelata una mossa felice, in virtù soprattutto della giornata storta di Femiano. I vari Cardascio, buono il suo esordio stagionale coi pugliesi, Ongfiang e Da Silva hanno letteralmente fatto ammattire la difesa ospite che spesso si è fatta bucare dai lunghi lanci a scavalcare il centrocampo. Lo stesso Di Dio in qualche frangente – vedi il palo centrato da Da Silva un minuto prima della rete che ha sbloccato il match – ci è parso un poco contratto, non sicurissimo della posizione da tenere nella sua area di rigore (forse che sarebbe potuto uscire prima nell’occasione del raddoppio di Cardascio?) e incapace di infondere la necessaria sicurezza all’intero reparto.
In avanti le cose non sono andate meglio.
Martini e Vidallè (febbricitante il settimana), non trovando la collaborazione di Bogliacino impegnato a centrocampo, e nemmeno quella delle ali Gutierrez e Tedoldi, poco propositivi sulle corsie esterne, hanno spesso girato a vuoto. Gli innesti di Chiurato e Favaro nella ripresa, con una Samb dopo l’espulsione di Gutierrez addirittura con quattro attaccanti – tra cui il positivo Cornali, schierato esterno di destra (e in fin dei conti il più pericoloso dei suoi) – sono serviti a poco: la Samb ha certamente tenuto di più tra le mani il pallino del gioco, ma il Martina non ha faticato oltremodo a gestire il risultato, tamponando bene le iniziative ospiti.
Ma non è tutto. La Samb ha mostrato di essere in calo da un punto di vista prettamente fisico – lo ha fatto notare lo stesso Trillini – e se anche questo aspetto poteva essere messo in preventivo, alla luce della ritardata preparazione di Colonnello e compagni, è logico adesso attendersi qualche rinforzo nel mercato di gennaio, che da un lato aumenti l’organico a disposizione di mister Ballardini e ne faccia rifiatare qualche componente, e dall’altro vada a colmare delle lacune indubbiamente esistenti, come quella, su tutte, del reparto avanzato, orfano di un vero e proprio goleador di razza.

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