MARTINA FRANCA – Stadio Gian Domenico Tursi, domenica 19 dicembre, Martina – Sambenedettese. Sedicesima giornata del girone B di C1, turno che precede la lunga sosta di Natale. 2.000 circa gli spettatori presenti, con circa 150 tifosi rossoblù sistemati nel settore distinti. Non numerosi, ma certamente molto colorati con tante bandiere, stendardi e torce a conferire un bel colpo d’occhio allo spicchio ospite dell’impianto biancazzurro.
I 22 giocatori entrano in campo reggendo una bandiera con impresso l’emblema di Telethon, i tifosi sambenedettesi intonano il primo coro per Massimo Cioffi ed uno contro l’ex Trillini, mandato a quel paese. Una cinquantina di persone in curva nord, settore spoglio in cui non sono appesi striscioni dei gruppi organizzati locali per la protesta nei confronti del portiere Narciso, il quale tra l’altro viene pesantemente apostrofato dai pochi presenti. L’unica scenografia nel settore più caldo del Tursi è la gigantografia del vice-presidente Lino Cassano, scomparso lo scorso agosto, corredata dalla scritta “Il tuo ricordo vive sempre nel cuore della gente?.
Per i padroni di casa a sostenere l’11 di Trillini ci pensa un pittoresco personaggio appollaiato in tribuna che di tanto in tanto si alza ed invita il gremito settore coperto – l’unico del Tursi, che tra l’altro è sprovvisto della curva sud – ad applaudire ed urlare a favore di Ongfiang e compagni. Più chiassosi i tifosi nostrani nell’incitare i rossoblù, ma è naturale che i due gol griffati da Da Silva e Cardascio nello spazio di sei minuti, affievoliscano l’entusiasmo di Onda & C, ma è un attimo perché il sostegno ospite riprende più forte e compatto di prima nel tentativo di aiutare la Samb a raddrizzare la partita.
Striscione ospite in apertura di ripresa: “Trillini ancora tu…ma non dovevamo vederci più??. Poi il tifo riattacca come se non fosse successo nulla, come se la gara fosse ancora sullo 0-0, ma dopo appena sette minuti Gutierrez viene ammonito per doppia ammonizione (fallo di mano su un tentativo di colpire la palla di testa – lui negli spogliatoi giurerà di essere stato spinto) e la Samb resta in 10. A risultato ormai pressoché compromesso e con la speranza di raggiungere i padroni di casa ridotta al lumicino, gli ultras rossoblù tentano almeno di divertirsi intonando canti goliardici, dando le spalle al terreno di gioco, inventandosi una sorta di sciarpata con le aste delle bandiere e simulando qualche simpatica zuffa. Certo i cori più che cantati sembrano sussurrati, d’altra parte l’andamento del match non invoglia a dannarsi più di tanto l’anima. Secondo messaggio di marca ospite quello che recita “In piedi o morti….mai in ginocchio!!!?.
Se per i nostri l’incontro è un vero e proprio supplizio, i sostenitori locali si divertono nell’ammirare i biancazzurri ritornare alla vittoria dopo l’unico precedente, quello targato contro il Padova, all’esordio. La tribuna spesso si infiamma ed è ben disposta nell’applaudire Lisuzzo e compagni. Bella sciarpata, stavolta con sciarpe, stendardi e bandiere, per i supporters sambenedettesi; la sfida prosegue senza grossi sussulti con la Samb a tenere il pallino del gioco, ma in maniera del tutto sterile, ed i locali che gestiscono senza troppo affanno il vantaggio. Rimane poca voce in gola ai nostri, resta solo il tempo per colpire alla testa un giocatore del Martina con un oggetto lanciato in maniera del tutto gratuita. Dalla tribuna sul finire di gara parte il coro “chi non salta marchigiano è? a cui dai distinti rispondono per le rime; insomma, un po’ di pepe sulla coda di un secondo tempo complessivamente noioso.
Ovazione per gli uomini di Trillini al momento del fischio di chiusura del direttore di gara, coi giocatori rossoblù che vanno lo stesso sotto il settore ospite a ringraziare i tifosi che si sono sobbarcati un lungo (e alla resa dei conti, amaro) viaggio pur di star loro vicini. Peccato: il 2004 si chiude con una cocente sconfitta.

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