SAN BENEDETTO DEL TRONTO –
Il Sindaco Martinelli ha dichiarato di voler portare il Piano Regolatore all’adozione del Consiglio Comunale entro il prossimo mese di agosto. Quale sarà la vostra linea politica?

“Purtroppo in materia di urbanistica il Sindaco ha dato più volte prova di non dire il vero. Posso documentare quanto ho affermato: nel contratto che incarica il professor Bellagamba per la stesura del Piano Regolatore c’è scritto che entro tre mesi dall’avvio dei lavori bisognava presentare il Piano Programmatico, entro sei mesi il Piano di Struttura, entro due anni la bozza del PRG. Nessuna di queste scadenze è stata rispettata. Il Piano di Strutturaè stato approvato il 27 dicembre 2002, con quasi due mesi di ritardo. La bozza doveva essere presentata il 18 ottobre 2003. Un anno dopo, il 18 ottobre 2004, il Sindaco ha dato un altro mese di proroga a Bellagamba. Ma ancora adesso non sappiamo nulla della bozza di Piano Regolatore. Il Sindaco dice che ne discuteremo a gennaio? Chissà…?
Bellagamba è un tecnico vicino all’area politica diessina. Avete qualche rimostranza nei suoi confronti?
“Lo valuteremo in base alle proposte che presenterà in Consiglio Comunale assieme alla sua collega Luisa Calimani. Fino ad oggi non ci siamo mai rapportati con Bellagamba ma solo con la controparte politica. Ma secondo me non presenteranno nulla.?
Da cosa deriva un giudizio così netto?
“Perché questa maggioranza sull’urbanistica barcolla nel buio. Non riusciranno mai a trovare una quadratura. Hanno fallito totalmente e hanno commesso diversi autogol. Come dimenticare a quanto avviene abitualmente con i Project Financing? Ne stanno presentando dai dieci ai quindici l’anno: se fossero accolti e realizzati stravolgerebbero il volto di San Benedetto. Ci hanno fatto discutere per mesi sulla proposta del Caffè dell’Arte alla Palazzina Azzurra: non se n’è fatto nulla. La Palazzina intanto non accoglie più mostre di rilievo e d’estate è una balera. C’è poi il clamoroso Project sullo stadio: Martinelli cercò una forma di accordo con Gaucci, e intanto tutta la documentazione è stata acquisita dalla Procura: il project verrà ritirato. Potrei continuare con quanto avvenuto per il Palazzo Comunale di Porto d’Ascoli e la permuta delle scuole del Paese Alto. Tutto fermo…?
L’Amministrazione risponde che molte opere sono state avviate, prima di tutti il Lungomare.
“La città si governa secondo quanto disciplinato dalla legge e non attraverso la finanza creativa. Innanzitutto il centro-destra non ha mai parlato di questo lavoro durante la campagna elettorale. Secondo, non se ne è fatto cenno neanche quando è stato approvato il Programma di Mandato, dal quale discende il controllo di gestione per verificarne lo stato di avanzamento. Il rifacimento del lungomare è importante per questa città, ma loro lo fanno senza alcuna programmazione, il che è evidente: con i soldi della vendita della farmacia comunale finanziano 700 metri di lavori, ma in realtà non esiste ancora nessun progetto tecnico unitario per i restanti 3.300 metri di lungomare, né vengono specificate le risorse utilizzabili. L’intero lavoro costerà 11 milioni di euro: onere non sopportabile nell’immediato e ancora non programmato! Per fare queste cose serve il confronto con la città! Siamo all’abc della democrazia.?
I pianificatori pensano comunque ad incrementare il numero degli abitanti (si parla di 4.000 in dieci anni). Non è eccessivo per una città già sovrappopolata?
“In urbanistica non si inventa niente. Se si vogliono creare dei servizi per la città occorre trovare un accordo con i privati. Questa città aveva la possibilità di realizzare nelle aree D2 insediamenti commerciali, artigianali e industriali con una volumetria alta (5 m2/m3). Invece in zone decisive come via Toti, l’area Cardarelli e la ex fabbrica di lampadine di via Manzoni si è scelto di edificare tutto con il residenziale, precludendo il proprio sviluppo economico. E in malo modo! Ad esempio per quanto riguarda via Toti, il progetto della passata amministrazione prevedeva 23.000 m3 di residenziale, 750 m2 di verde e un incasso di un miliardo per il comune. Il centro-destra ha realizzato 49.000 m2 di residenziale…e basta.?
Riguardo l’area Brancadoro il sindaco ha dichiarato che verrà realizzato un parco urbano e sportivo, alcuni insediamenti turistici e alcuni residenziali per una volumetria inferiore a quella prevista dal passato PRUSST del centro-sinistra. Lo sosterrete?
“Torniamo al punto precedente. Non si tratta di un’area comunale quindi per acquisirla bisogna ricorrere all’urbanistica contrattata: i privati ne devono trarre un beneficio. Siamo d’accordo con la realizzazione del parco urbano e della città dello sport, ma dubito che Martinelli giunga ad un accordo con i privati: non può dire di voler fare delle belle cose altrimenti se ne va, bisogna agire realisticamente. E mettere d’accordo i suoi assessori, uno dei quali ha dichiarato di voler destinare al residenziale persino la collina di fronte all’area Brancadoro…?
Quale può essere questa via realistica?
“Se vogliamo migliorare la qualità della vita dei sambenedettesi, dobbiamo aumentare gli standard di servizi e aree verdi. Ogni cittadino, per legge, ha diritto a 80 m3 di servizi e 24 m2 di verde. Bellagamba, rispondendo ad una mia domanda, ha detto addirittura che l’obiettivo di questo Piano Regolatore è di andare verso i 27 m2 previsti dalla Regione Marche.?
Un indirizzo corretto per migliorare la qualità della vita…
“Sì, ma siamo nel cuore della questione. San Benedetto ha bisogno di fare un nuovo PRG perché sono scaduti i vincoli del Piano del 1985. Se per ogni abitante occorrono 27 m2, questo vuol dire che bisogna reperire 1,5 milioni di metri quadrati di territorio per questo scopo. Si può fare: o pagando, e servirebbero 150 milioni di euro (improponibile per le casse comunali), o cercando di accordarsi con i privati. Questa sarebbe la vera domanda da porsi sul Piano Regolatore.?
Perché ‘sarebbe’?
“Perché credo che le varie forze della maggioranza non stiano facendo un braccio di ferro su come reperire i 27 m2 di aree verdi.?
E su cosa starebbero discutendo, allora? Perché ci sono state tante critiche attorno al Piano Regolatore?
“Domanda da porre ai diretti interessati.?
Qual è la vostra opinione sul caso Sestri?
“È uno dei misteri di questa maggioranza. Non siamo stati teneri con Sestri, che si era candidato contro Martinelli. Chiamato da quest’ultimo nel ruolo di assessore all’urbanistica, Leo Sestri ha svolto il suo lavoro. Non ha voluto cedere a pressioni che io non conosco. Da fuori sembrerebbe che non abbia voluto cedere ad una richiesta di rottura degli argini sul modo in cui veniva impostato l’iter del Piano Regolatore. Ma il condizionale è d’obbligo.?
Ci sono diversi timori sulla tenuta del Monte della Croce, dove da alcuni anni è in atto un’opera di urbanizzazione su un territorio molto argilloso. Ci sono responsabilità della passata giunta Perazzoli?
“Anche se in quegli anni sono cominciate le nuove edificiazioni in quella zona, tutto risale a tempi più remoti: quell’area è stata definita edificabile con il PRG del 1985, adottato nel 1989. A quei tempi il sindaco era Natale Cappella, l’assessore all’urbanistica Antonio Felicetti.?
Sul Ballarin il sindaco ha garantito che non sarà sede della Caserma dei Vigili del Fuoco. Nel quartiere, però, c’è chi teme una speculazione edilizia.
“Scaltritti più di un anno fa in una conferenza stampa dichiarò che il Ballarin era una questione risolta. Ma sono restati immobili. Il nostro progetto, depositato in comune, prevedeva la creazione di due aree sportive coperte nelle due zone laterali, il proseguimento di via Colombo al centro e la realizzazione di due piste ciclabili dove attualmente ci sono le strade.?
Martinelli assicura che la Piazza San Pio X si farà.
“Sì, ma quando? Deve vedersela con tre diversi proprietari. Questa giunta fino ad ora è andata avanti solo grazie a quello che abbiamo avviato noi. Basti pensare alla piazza Cristo Re o al parco Eleonora di via Esino.?
Che giudizio dà alla politica urbanistica di questa giunta?
“N.C., non classificato. Non hanno idea di cos’è l’urbanistica! Un’ultimo esempio attuale. Nella zona Saladini era prevista inizialmente una lottizzazione di 4 m3/m2 per un Piano di Edilizia Economica Popolare. Questo indice di edificazione è stato abbassato a 1,1 m3/m2. Invece di aumentare un po’ questo indice per far edificare appartamenti che il privato avrebbe poi dovuto affittare ad un canone calmierato per persone non abbienti, avremo soltanto una zona residenziale. E San Benedetto ogni anno ha 393 richieste di contributo per l’affitto inevase e 200 richieste per alloggi popolari non soddisfatte…?

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