ASCOLI PICENO – Ancora una condanna all’Italia per inadempienze in materia di gestione e trattamento di rifiuti. In una sentenza pronunciata questa mattina la Corte europea di giustizia ha infatti dichiarato che il nostro Paese è venuto meno agli obblighi previsti dalla direttiva 75/442 nel caso della discarica di Campolungo, vicino ad Ascoli, dove non è stata avviata alcuna azione concreta per assicurare una bonifica del luogo e il recupero o lo smaltimento dei rifiuti senza pericolo per l’uomo e l’ambiente.
La discarica fu aperta nel 1970 e chiusa nel 1988, e da allora gli enti pubblici locali non riescono a bonificarla. Ora è una collina lunga ben 400 metri, contenente 350 mila metri cubi di rifiuti di ogni genere, alcuni molto pericolosi, che, tramite il percolato formatosi nel frattempo, rischiano di finire nella falda sottostante e direttamente nel fiume Tronto.

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