ANCONA – La Regione ha un suo Progetto strategico di intervento a sostegno dell’età anziana. E’ stato infatti approvato dalla Giunta regionale, dopo oltre due anni di lavoro dedicati non solo alla stesura del documento, ma anche all’avvio dei primi interventi concreti, il Piano “Sistema dei servizi degli anziani della Regione Marche: Sviluppo programmatico e organizzativo – prevenire, contrastare, ridurre ed accompagnare la non autosufficienza?. Si tratta di un atto importante che è stato costruito in maniera fortemente integrata tra la componente sociale e quella sanitaria del Dipartimento regionale e che ha coinvolto in ultimo anche l’ASUR attraverso il responsabile dei servizi di integrazione socio-sanitaria.
La stesura del testo è avvenuta grazie al coinvolgimento di circa quaranta tra operatori pubblici e del privato sociale esperti della “questione anziani?, medici, infermieri, rappresentanti sindacali e amministratori pubblici che hanno lavorato sui principali nodi aperti sia sul fronte della non autosufficienza sia sui percorsi di valorizzazione dell’anziano come risorsa.
Il documento ha visto in questi ultimi mesi un serrato confronto con le organizzazioni sindacali che hanno condiviso il Piano nell’ambito del protocollo siglato con la Giunta Regionale sulla non autosufficienza.
Il Piano si pone all’interno del percorso complessivo di “innovazione del welfare? avviato già da alcuni anni dalla Regione Marche in applicazione del suo Piano sociale regionale e parte da alcune considerazioni politiche di principio che individuano nello sviluppo delle reti di solidarietà uno degli elementi per riqualificare complessivamente le caratteristiche dell’offerta dei servizi quali strumenti di sostegno e di accompagnamento rispetto ai cicli di vita individuali e familiari, affiancandoli in particolare nei momenti di crisi e di difficoltà.
A fronte di questo obiettivo di fondo il Piano è stato così articolato: una prima parte sulla prevenzione della non autosufficienza (Prevenire, rallentare, contrastare, accompagnare il rischio di non autosufficienza); una seconda parte sulla integrazione socio-sanitaria e qualificazione della regolazione pubblica del mercato dei servizi; una terza parte sulla componente attiva della situazione anziana (anziano come risorsa); una quarta parte, infine, che stabilisce modalità di comunicazione tra giovani e anziani (Un patto fra generazioni).
Per la realizzazione di tali obiettivi il Piano prevede l’attivazione dei seguenti strumenti: l’accesso unico al sistema dei servizi (Uffici di promozione sociale e sportelli della salute); la ristrutturazione dei percorsi assistenziali (in fase acuta, in fase post acuta e in fase non acuta o cronica) quali in particolare la valutazione, la costituzione e il funzionamento delle Unità valutative dei distretti per la costruzione di percorsi assistenziali personalizzati, (privilegiando la permanenza in casa), la compartecipazione ai costi, le funzioni informative; il rafforzamento e la qualificazione del sistema dei servizi (l’applicazione della legge regionale 20/02; il rafforzamento del sistema semi residenziale; l’attuazione delle linee guida per l’Assistenza domiciliare integrata); la sperimentazione dell’assegno servizi.
Il documento si conclude con una serie di schede obiettivi riportanti l’indicazione di azioni, i tempi di attuazione, le risorse e gli indicatori e con la individuazione di una “cabina di regia? che dovrà seguire a livello regionale e a livello locale le varie fasi di implementazione del piano

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