NOME: Associazione Calcio Martina

ANNO DI FONDAZIONE: 1947 – i pugliesi dopo il Cittadella (fondato nel ’73) sono la squadra più giovane del girone B di C1.

COLORI SOCIALI: maglia blu con risvolti bianchi e celesti, calzoncini blu e calzettoni bianchi

CENNI STORICI: il sodalizio di via D’Annunzio nasce nel ’47 e nella stagione ’47-’48 debutta in I Divisione (corrispondente all’attuale serie C), mentre per il primo campionato nella terza serie divisa in gironi, bisogna attendere l’annata 1970-’71; dopo aver conosciuto la retrocessione in Promozione (1974-’75), alla fine degli anni Ottanta inaugura la scalata che lo porterà a raggiungere traguardi mai toccati nel corso dei suoi quasi sessant’anni di storia. Al termine del torneo ’78-’79 i biancazzurri retrocedono in serie D ma poi vengono ripescati in C2 per meriti sportivi. Sei stagioni in terza serie e la C1 raggiunta nell’86: è il Martina del presidente Marangi che tra lo stupore di critica e addetti ai lavori conquista la matematica promozione con cinque turni d’anticipo. Il torneo successivo – a Marangi succede Dell’Erba – dopo un bell’inizio termina in malo modo con l’amara retrocessione. Seguono quattro annate in C2, il ritorno in Interregionale nel ’90-’91 e subito dopo quello in Eccellenza. Riscatto immediato la stagione successiva e poi, a partire dall’insediamento del patron Gianfranco Chiarelli, la brillante risalita. Nel ’99 si parte con Vito Sgobba in panchina, ben presto sostituito dal mago delle promozioni Gigi Boccolini. I pugliesi lottano per la C2 sino alla fine, ma debbono arrendersi al Campobasso. L’anno dopo però, guidato dalla coppia d’attacco Prisciandaro-Mitri, il Martina riesce a centrare, dopo dieci anni di anonimato, il rientro tra i professionisti. Stagione 2001-02, in panchina siede Roberto Chiancone, il quale facendo ancora leva sul tandem offensivo dell’anno precedente e agli innesti dei vari Piccioni, Calcagno e Gagliarducci, conduce i pugliesi in C1, dopo ben quindici anni.
Il campionato 2002-03 inizia con i biancazzurri di mister Patania che lottano per le posizioni dell’alta classifica sin dalle prime battute e in effetti sarà guadagnato l’accesso alla prestigiosa finale play off, ma all’Adriatico di Pescara sfuma il sogno della cadetteria. La stagione passata l’insediamento di Auteri sulla panchina del sodalizio di via D’Annunzio e la preziosa salvezza ottenuta dopo un torneo soddisfacente. Infine, è storia dell’altro ieri, il ritorno in Valle d’Itria di mister Chiancone, condottiero di una compagine molto giovane, il quale però in seguito ad un inizio di torneo negativo (9 punti in dodici partite) viene sostituito dall’ex Samb Sauro Trillini.

CITTA’: l’origine di Martina Franca si fa risalire al sec. X, allorquando i tarantini e i profughi di altri paesi vicini sfuggono alla furia dei Saraceni invasori, che avevano devastato le campagne e smantellato quelle grandi città che prima erano state l’emporio del traffico e di ricchezza, cercarono scampo sulle colline, rifugiandosi sul cosiddetto “Monte di San Martino” ove, in cima al colle e in mezzo ai boschi, costruirono capanne e piccole chiese. La zona, ricca di foreste, col tempo diventò campo di delittuose azioni compiute da bande di briganti, tanto che Filippo D’Angiò, Principe di Taranto, nei primi del sec. XIII, per allontanare i banditi e proteggere gli abitanti, fece edificare sui monti tra Taranto e Monopoli, una borgata. A tutti coloro che fossero andati ad abitarla erano concessi diritti e franchigie; da ciò il nome di “Franca” aggiunto al nome del villaggio primitivo. In seguito fu delimitata e cinta con alte mura fortificate da dodici torri quadrate e da altrettante rotonde creando così, un nuovo centro.
Attualmente la città pugliese conta all’incirca 47.000 abitanti ed è un rinomato centro vinicolo situato su u altopiano delle Murge, da cui si ha un ampio panorama sulla Valle d’Itria. Il centro storico all’interno delle mura di cui si diceva è in gran parte di stile barocco. Sulla piazza centrale prospettano gli edifici settecenteschi della Torre dell’Orologio, del Palazzo della Corte e della chiesa di San Martino (il patrono). Nel Palazzo Ducale sono conservati affreschi del XVII secolo, mentre altre chiese di stile barocco sono quelle di San Domenico e della Madonna del Carmine. Da ricordare il campanile della Collegiata, il Palazzo Casavola e Stabile.
Trasferta Martina-Samb. Per quanti intendessero raggiungere la Puglia prima di domenica, giorno del match tra i padroni di casa ed i rossoblù, consigliamo alcuni ostelli dove pernottare: “Da Luigi? sito in via Taranto 25 (tel. 080-4856066), l’“Incanto Valle? in via Valle d’Itria 99 (tel. 080-4805245), oppure “La Cremaillere? in via Orimini 1 frazione San Paolo (tel. 080-4490265). Infine rammentiamo che per raggiungere Martina Franca è necessario percorrere l’A14 sino al casello di Bari nord e poi da qui imboccare la E55 per circa 65 chilometri; attraversare infine la SS172 sino all’indicazione Martina Franca.

STADIO: “Gian Domenico Tursi?, via della Sanità. Capiente per circa 6.000 posti, l’impianto pugliese possiede il solo settore di tribuna Est coperto, mentre la parte destinata agli ospiti – in attesa che venga costruito un vero e proprio settore da destinare alle altre tifoserie – è una porzione laterale dei distinti. Gli ultras di casa sono invece soliti sistemarsi in curva Nord (l’unica presente, visto che dall’altra parte sono ubicati gli spogliatoi).

TIFOSERIA: la contenuta grandezza della città e la scarsa tradizione di cui può fregiarsi il club pugliese hanno fatto sì che la tifoseria al seguito dei biancazzurri non si sia mai distinta troppo in quanto a numeri e costanza. Una prova inconfutabile è data dal fatto che nonostante già nel ’79 allo stadio Tursi comparve il Commandos Puma, la storia del tifo a Martina è sempre stata contraddistinta dai club piuttosto che da veri e propri gruppi ultras, con il 1° Club Biancazzurro che per lunghi anni è stato il principale punto di riferimento per i sostenitori locali. Con l’entusiasmo derivato dalla lenta ma inesorabile scalata del Martina del presidente Chiarelli, la curva pugliese si è andata via via sempre più popolando dei più disparati striscioni: da Ultrà Martina a Spacca Tutto, da Fobia Martinese a Irriducibili, ma l’unico gruppo che può considerarsi prettamente ultras in quanto ad operato, stile e modo di vivere la passione calcistica “sette giorni su sette? è il Gruppo Kompatto, di recente formazione ma che saputo ritagliarsi uno spazio importante all’interno della geografia tifosa biancazzurra.
Come tante altre città nostrane quella della valle d’Itria è sempre stata condizionata dai risultati: con il declino calcistico che riportò la squadra tra i dilettanti, gli spalti si svuotarono in poco tempo. Con l’acquisto di campioni come Mitri e Prisciandaro invece il Martina ha cullato a lungo il sogno della serie B. In ogni caso in un torneo come quello attuale in cui competono curve di spessore – Samb, Foggia, Napoli, Reggiana e Avellino tanto per fare dei nomi – la realtà martinese può e deve crescere ancora molto.
Quello in corso è un campionato nel quale i pugliesi sono partiti in sordina: il patron Gianfranco Chiarelli ha allestito una compagine assai giovane e sinora i risultati non gli hanno dato ragione. Poche settimane fa l’avvicendamento in panchina: l’ex Samb Sauro Trillini, alla seconda esperienza maturata tra i professionisti, in luogo di Roberto Chiancone. Fino a questo momento però il cambio tecnico non ha sortito gli effetti sperati.
La “piazza? – già poco ottimista nel corso dell’estate e del periodo pre-campionato (prova ne sono i 557 abbonati e la media del Tursi che supera di poco le 2.000 unità) – è balzata alle cronache per la vicenda cui è stato protagonista il portiere Narciso, aggredito, insieme a qualche altro compagno di squadra, di ritorno dalla trasferta di Avellino.
La curva nord nella successiva gara interna contro il Foggia ha disertato il settore appendendo le scritte “Diserzione ad oltranza? e “Diffidateci tutti?, espressione del disaccordo nei confronti della società che ha deciso di far restare in Puglia il giocatore. I sostenitori biancazzurri, hanno fatto sapere che finché Narciso difenderà la porta del Martina si asterranno ad oltranza a sostenere la squadra.

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