*La situazione politica nazionale in costante evoluzione impone una riflessione oggettiva, scevra da condizionamenti e libera da ogni pregiudizio. Non condividendo le scelte operate in tale sede dal partito, ritengo indilazionabile la decisione di interrompere il cammino intrapreso oltre un anno fa con l’UDEUR che pure aveva prodotto dei significativi risultati, per lo meno, in termini di riscontri elettorali. L’esito del risultato ottenuto alle scorse elezioni di giugno ha aperto una vistosa problematica riguardante l’assetto stesso del partito sia in sede provinciale che nazionale. Il progetto che mi aveva vista coinvolta e determinata in questa esperienza, delineava in maniera chiara la volontà di lavorare per la costruzione di un grande partito di centro che però, alla luce delle indicazioni degli elettori, si è infranto contro la realtà, ormai immodificabile, del bipolarismo.
Sono tuttora convinta che un sistema elettorale che reintroduca il proporzionale, seppure con sbarramento, possa apportare al bipolarismo i necessari correttivi atti a determinare scelte di coalizione sulla base di vere affinità programmatiche e di valori. Personalmente non vedo, in questo momento storico, l’utilità di disperdere energie in rivoli che rischiano di duplicare posizioni senza differenziarsi, o per contro di perdermi in un indistinto che soffoca la mia identità, ma sento molto più la necessità di affermare le mie idee in un contesto che più di ogni altro sia portatore di quei valori in cui ho sempre creduto e nei quali continuerò a credere. Per me fare politica non significa solo identificarsi in uno schieramento che, senz’altro, ha i suoi buoni motivi per contrapporsi all’altro. Esso è il contesto necessario per trasformare le idee in progetti ed i progetti in atti concreti, perché da soli non si costruisce niente. E il partito è solo uno strumento, che dà la possibilità di esprimere un’appartenenza, una radice culturale.
Nella mia esperienza politica ho avuto modo di apprezzare in entrambi gli schieramenti diverse persone che sanno interpretare degnamente il ruolo, che sanno distinguersi, indipendentemente dalla gestione del potere, per capacità, impegno e grandi stimoli per migliorare le cose, che si fanno carico dei problemi e cercano soluzioni per il bene comune. E’ di questa gente che ha bisogno non solo la nostra città, ma direi anche l’intero Paese. Ho anche avuto modo di incontrare personaggi fortemente protesi verso altri obiettivi.
Sono abituata a non negoziare l’ideale di politica in cui credo, quale impegno sociale, pregno di contenuti di solidarietà e giustizia. Termina, quindi, la mia esperienza nell’UDEUR ma non termina la mia attività “politica? in questo senso che, anche grazie al sostegno ed all’incoraggiamento di molti, proseguirà con determinazione, con forza e con maggiore convinzione.
*Gabriella Ceneri

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