SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Polemiche sul consiglio comunale di ieri, domenica 12 dicembre. La maggioranza sbriciolata, l’opposizione vacilla. Martinelli, a breve, riunirà i suoi uomini per verificare se si può andare avanti oppure è il caso di tornare al voto; Francesco Baiocchi, che ieri ha giocato un brutto scherzo in consiglio comunale, non sarà convocato. “Con quel gesto per me non è più in maggioranza�, commenta il sindaco.
“Sono arrabbiato con la minoranza – dichiara Martinelli – i consiglieri presenti si sono fatti trascinare da Vincenzo Rosini. Abbiamo accolto ben volentieri la sospensione del consiglio comunale di giovedì 9 dicembre, ma avevamo avuto garanzia, da alcuni consiglieri come Gaspari e Di Francesco (Ds e La Margherita, ndr), che, se ce ne fosse stato bisogno, l’opposizione ci avrebbe aiutato a mantenere il numero legale. Ieri sono stati scorretti, la politica non si fa con gli sgambetti, non possono bloccare la vita amministrativa della città con questi “mezzucci�. Inolte, hanno fatto pressioni sul consigliere Cipolloni, de La Margherita, perché abbandonasse l’emiciclo�. Domani sarà nuovamente convocato il consiglio comunale: l’assestamento di bilancio, scaduto il 30 novembre, deve essere approvato al più presto.
Martinelli, nonostante colpevolizzi in prima battuta l’opposizione, spara a zero sul consigliere Baiocchi, il quale, non sedendosi in consiglio, ne ha determinato lo scioglimento: “Gente come lui poteva andar bene cinquant’anni fa, oggi dovrebbe stare lontana dalla politica. Non s’è mai capito cosa volesse e da questo momento non lo considero più facente parte della maggioranza�. Su Eldea Angellotti e Alleanza nazionale, il sindaco spiega che l’assenza del consigliere è giustificata. “Se ci fosse stata più comunicazione tra i componenti del partito – commenta – magari non avremmo iniziato il consiglio�. Il capogruppo Benito Rossi ha avvertito dell’accaduto il segretario regionale, Carlo Ciccioli, mentre sembra che altri membri del partito fossero a conoscenza dell’assenza. Spaccatura in An?
Giovanni Gaspari, assente in consiglio, chiamato in causa dalle dichiarazioni di Martinelli, afferma: “Il sindaco, se dichiara questo, mente e sa di mentire. Giovedì, quando mi chiese di garantire al prossimo consiglio comunale il numero legale, risposi di non voler sottostare ad alcun ricatto, la sospensione in quel momento di crisi era un atto dovuto. Noi, in ogni caso, giovedì ce ne saremmo andati per seguire meglio l’evolversi della situazione del Tronto. Non si butti fango su L’Ulivo e Rifondazione comunista; se alle amministrative 2001 la maggioranza era formata da venti persone mentre oggi si fatica a concludere un consiglio comunale un motivo c’è. Noi intendiamo liberare la città dalla presenza di un soggetto incapace e dannoso, mai garantiremo il numero legale. Faremo iniziare le assemblee ma, in caso di mancanza del quorum, usciremo dall’aula con l’intento di bloccare il “giochetto� della seconda convocazione�.
Settimio Capriotti di Rifondazione comunista: “Noi dovremmo garantire il numero legale? I consiglieri di maggioranza vanno a passeggio o in vacanza e noi dovremmo garantire il funzionamento dell’assemblea? Tra l’altro un consiglio comunale di domenica non s’è mai visto, neanche fossimo in guerra. Il termine coniato in un precedente consiglio comunale da Olivieri (quaquaraquà, ndr) è quello giusto per questa maggioranza �.
Il motivo per il quale Libero Cipolloni, consigliere de La Margherita, abbia titubato nel lasciare il suo posto in consiglio comunale sembra sciolto: il suo capogruppo, Antimo Di Francesco, avrebbe effettivamente promesso a Martinelli in caso di necessità di garantire il numero legale. Anche l’opposizione perde compattezza?

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