SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Settimana intensa – tre incontri in appena otto giorni – quella vissuta dalle trentasette squadre della terza serie nostrana. Ma andiamo come al solito a dare uno sguardo alle partite in programma domenica prossima nel girone B.
Partendo dall’alto della graduatoria la capolista Rimini va a far visita ad un Benevento che sta vivendo un ottimo periodo: striscia positiva che dura da cinque gare (11 i punti conseguiti), un Molino ritrovato come pure l’amore dei propri tifosi (in 500 al Tomei di Sora) e soprattutto un carattere sul quale poter di nuovo contare. Compito non facile per i romagnoli che pure prima del pareggio al cospetto dell’Avellino avevano inanellato una sorprendente serie di sei vittorie consecutive; lontano dal Neri l’unica debacle risale allo scorso 17 ottobre contro il Lanciano.
L’Avellino ospita una Fermana col dente avvelenato per la gara persa in malo modo contro la Reggiana. I canarini però farebbero meglio a mettersi il cuore in pace, nel senso che di tanto in tanto è più che normale pagar dazio in virtù della giovane età (e quindi inesperienza) dell’organico a disposizione di mister Cari. Gli uomini di Papadopulo d’altro canto dopo il pericolo scampato nello scontro diretto in Romagna hanno l’imperativo di mettere a frutto l’ennesima sfida al Partenio.
Reggiana-Padova è il match di cartello della giornata: rispettivamente 6 e 7 punti dal Rimini in cima alla graduatoria. Che significa? Che il pareggio non serve a nessuno, men che meno ai granata che giocano in casa e che comunque stanno dimostrando giornata dopo giornata l’affidabilità e la serietà del “progetto tecnico?. La “Regia? sarà sicuramente protagonista di qui alla fine, come anche i veneti che non appena ritroveranno l’apporto di talune pedine – gente del calibro di Lagrotteria, Cecchini, Mariniello, Antonioli, Greco, e ci mettiamo pure Matteini (squalificato in virtù dell’ammonizione beccata dopo lo “spogliarello? seguito al gol che ha steso il Chieti), non ci si può permetterete di “regalarla? a nessuno – probabilmente ingraneranno la sesta.
Il Lanciano è di scena al Tombolato di Cittadella e il rientro di Maurizio Nassi, alla luce della gara contro la Samb, è forse la nota più positiva per il tecnico Pellegrino: il ricomposto tandem delle maraviglie tenterà di rendere dura la vita ai granata che in Veneto non vincono da un mese e mezzo e che debbono fare i conti con una classifica assolutamente deficitaria. Hai visto mai la forza della disperazione…
La Samb aspetta al Riviera un Sora ferito e arrabbiato per questioni del campo (due sconfitte in quattro giorni) e della giustizia sportiva (vedi i 2 punti di penalizzazione comminatigli dalla Commissione Disciplinare). Esame di una certa consistenza per i rivieraschi – bene ha fatto l’allenatore a mettere i suoi subito in guardia circa le difficoltà del match contro i ciociari. Non vorremmo rivedere una gara come quella disputata contro la Vis, anche perché la pecca maggiore della Samb delle ultime due stagioni è stato proprio quella di essere mancata contro quelle compagini sulla carta più abbordabili.
Il Napoli riceve al San Paolo – si prevede un ambientino mica facile per i partenopei dopo la figuraccia rimediata a Foggia – un Martina che onestamente non ha nulla da perdere: in progresso al Tursi contro la Vis Pesaro potrebbe giocare entusiasmata dal prestigioso teatro napoletano. In ogni caso è facile immaginare che le due contendenti si daranno battaglia più coi nervi che con la testa. Si attende la svolta, da una parte e dall’altra. L’impressione, almeno in casa Napoli, è che occorre cercare di limitare quanto più possibile i danni in attesa del mercato di gennaio anche se non è detto che questi possa rappresentare la panacea di tutti i mali azzurri (di “sopra? corrono).
Chiudono il programma della giornata tre partite tra squadre di media e bassa classifica: all’Angelini di Chieti la Spal proverà a dimenticare le due ultime sfortunate esibizioni con Samb e Teramo (sempre fatali gli ultimi minuti di gara); la Vis riceve il Giulianova martoriato dalle contestazioni interne a squadra, allenatore e dirigenza – ma i marchigiani non possono dire di star meglio visto che in quattordici giornate è stata racimolata una sola vittoria – mentre al Comunale di Teramo (due turni di black out per i “diavoli? abruzzesi) sale un Foggia reduce dall’inebriante mercoledì dello Zaccheria.

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