SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Grazie Avellino. Lo dicono, in coro, le inseguitrici Reggiana, Padova, Lanciano e…Samb. Lo ribadiscono pure i tifosi di tutte le altre squadre del girone, o gli appassionati di calcio in genere che magari da spettatori neutrali preferiscono ammirare un torneo incerto sino all’ultimo.
Ieri pomeriggio è andata in onda l’inedito turno infrasettimanale valevole per la quattordicesima giornata del girone B di serie C1. Un super Rimini – davvero quella di Acori la compagine che sinora ha regalato il calcio più spettacolare della divisione est – ha seriamente “rischiato? di ammazzare il campionato: mortifera in tal senso la rete di Docente dopo nemmeno un quarto d’ora dall’inizio delle ostilità. Il torneo riportato “in vita? grazie alla zampata, su rigore contestato dai padroni di casa (episodio che ha causato l’espulsione del portiere biancorosso Dei), di Ghirardello. Irpini con un cuore grande così e che dopotutto hanno mostrato una tenuta psicologica di livello, al cospetto di una squadra, quella romagnola, capace di creare i presupposti per una goleada: nel primo tempo cinque limpide occasioni per raddoppiare, un palo e due situazioni in area di rigore biancoverde che hanno fatto gridare alla massima punizione.
Tiene botta dunque l’Avellino – sempre a 4 punti dalla capolista – mentre dietro, dopo l’inopinato stop al Giglio di quattro giorni fa proprio contro il Rimini, riprende la marcia verso la vetta la Reggiana. Uno-due letale servito sul prato del Bruno Recchioni. Di fronte una Fermana che non merita la sconfitta ma che denota minore lucidità rispetto alle precedenti esibizioni; l’imprecisione degli avanti canarini ed il solito Paoletti in versione “the wall? fanno il resto. Due stoccate nella ripresa – i gregari sugli scudi: leggi Costa e Napolioni – stendono i padroni di casa e riconsegnano al campionato una delle più serie pretendenti alla B.
Si conferma il Lanciano. Semmai la vera sorpresa (fino ad un certo punto) è la Samb. Finanche sfacciata la truppa di Ballardini, capace di andare a fare la partita su un campo, quello del Biondi, che in sei apparizioni ha regalato ben 16 punti ai padroni di casa. I frentani, orfani di Nassi, non hanno saputo pungere come di consueto là davanti– ciò nonostante l’ex di turno Andrea Soncin ha messo in cascina un altro gol; e adesso sono 11 – mentre i rossoblù hanno dimostrato di non temere nemmeno la più quotata formazione rossonera. Ci sta tutto il sesto posto per i marchigiani.
Appollaiato sulla quarta “poltrona? (anche se condivisa col Lanciano) il Padova di Ulivieri, sempre orfano di una mezza dozzina di titolari – ieri in maglia biancoscudata ha esordito un ragazzo della Berretti (Luca Beghin) – ma comunque capace, in un modo o nell’altro, di fare risultato. Riscattato lo scivolone del Santa Colomba grazie ad un rigore al 96’ che ha mandato a casa con la coda tra le gambe un Chieti che meritava senz’altro il pari; due sconfitte per i neroverdi (domenica scorsa ad Avellino) affatto meritate ed ora la classifica torna ad essere un poco meno rassicurante.
L’avevamo detto in sede di presentazione della giornata: Foggia-Napoli, chi perde vede il baratro. Hanno perso gli azzurri, non solo sul piano precipuamente numerico, ma anche dal punto di vista morale. Il Napoli più brutto della stagione, capace di incassare 4 reti in un colpo solo – mai successo sino ad ora – impotente di fronte alla determinazione dei padroni di casa (il “doppio? Cellini, Cimarelli e Mounard firmano una vittoria con 4 gol, bottino perfino superiore a quello collezionato fin qui allo Zaccheria nelle precedenti performances, ovvero 3), parso a tratti svogliato, demotivato, poco consapevole del nome che porta e della maglia che difende. Silenzio stampa esteso all’intera formazione campana, immediato ritiro punitivo a Paestum, il solo ds Marino che rilascia qualche dichiarazione, e non è certamente un bel sentire per le orecchie della squadra: “Non è più possibile infangare la maglia del Napoli?. A gennaio il via alla rivoluzione: saranno allontanati almeno sette-otto elementi.
Iellata la Spal. Come quattro giorno or sono a San Benedetto becca il gol che vale il pareggio sul finire di match, stavolta addirittura a tempo scaduto: la beffa è firmata da Beretta, alla quinta rete stagionale. Dopo due gare in bianco gli estensi ritrovano la via del gol, costruiscono diverse altre occasioni per raddoppiare (strepitosa la prestazione del portiere ospite Mancini), reclamano per una rete (dentro? fuori?) non convalidata dall’arbitro ed alla fine si mordono i gomiti per aver incassato il pari sull’unico tiro nello specchio della porta in 90 minuti targato Teramo.
Sfortunato anche il Sora (perde in seguito ad un erroraccio del proprio portiere), ma in questo caso occorre pure sottolineare i meriti di un Benevento pratico e battagliero che all’occorrenza sa soffrire e riesce soprattutto a capitalizzare al meglio quanto gli si presenta in area di rigore avversaria. “Drago? Molino sembra essersi ritrovato dopo un periodo di smarrimento e Di Nardo è una spalla ideale. Coppia d’oro che sta firmando la rincorsa sannita: la zona play off è a un tiro di schioppo.
Terminano in parità gli scontri salvezza della giornata. A Martina Franca l’era Trillini, inaugurata con la bruttissima sconfitta di Giulianova, ieri ha vissuto un capitolo decisamente più positivo, solo su piano del gioco però. L’innesto del camerunese Ongfiang dietro le due punte ha conferito maggior brio all’attacco biancazzurro, ma il problema del gol (appena 8 all’attivo) non pare di immediata soluzione. La Vis trova (al minuto 88) un pari di platino – oltretutto ottenuto contro una diretta concorrente per la salvezza – che nonostante non cambi di molto le questioni di classifica, potrebbe far bene al morale.
Pari a reti bianche tra Giulianova e Cittadella allo stadio Fadini. Gara avara di gioco e di emozioni, divisione della posta giusta che chiaramente fa più comodo ai veneti. Padroni di casa per ora comunque al di fuori della zona play out, ma che vengono nuovamente fischiati e contestati dal pubblico amico.

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