SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Truffa, bancarotta fraudolenta, falso in atto pubblico, ricorso abusivo al credito. Sono questi i reati contestati dalla Procura di Ascoli ad undici persone, implicate nel fallimento della cooperativa agroalimentare Copop di Porto d’Ascoli. Tra coloro che sono stati denunciati all’autorità denunciaria risultano coinvolti anche quattro funzionari della Regione Marche.
Dalle indagini, condotte dalla Guardia di Finanza provinciale, sono emerse gravi irregolarità nella gestione contabile della Copop e di due altre aziende collegate alla stessa. Gli accertamenti delle Fiamme Gialle hanno rilevato, infatti, che la cooperativa aveva creato appositamente dei documenti che attestavano una situazione finanziaria dell’azienda diversa da quella reale, al fine d’ottenere contributi pubblici per un importo di 1,2 milioni di euro circa. Questa complessa operazione sarebbe stata agevolata dall’aiuto di due funzionari e di due dipendenti della Regione Marche.
Le accurate indagini della Procura di Ascoli e della Gdf hanno portato, inoltre, ad un’ulteriore scoperta: gli amministratori della coperativa, per godere di un finanziamento privato stipulato nel 2002 con una banca nazionale per un importo di circa 1,8 milioni di euro, hanno evitato di fornire informazioni sul pesante dissesto finanziario della società, omettendo altresì di comunicare l’avvenuta cessione in affitto della coperativa ad altre due società collegate.
La Guardia di Finanza ha accertato, infine, che gli amministratori della Copop avrebbero approfittato della situazione affittando a se stessi, a prezzi notevolmente inferiori rispetto a quelli di mercato, macchinari e stabilimenti dell’azienda e rilevato giacenze di magazzino a danno della clientela della società e dei suoi creditori.

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