SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Da martedì 30 novembre, il Centro agroalimentare avrebbe l’amministratore unico, o quasi. Questa la contestazione mossa da una parte del CdA: Gianni Balloni, presidente attualmente in carica, avrebbe approfittato dell’assenza di gran parte dei consiglieri per accentrare i poteri su di se. Su quindici consiglieri totali infatti, solo otto erano presenti alla riunione: sei erano favorevoli alla delibera, due contrari. Elio Spinozzi, direttore del centro, sembra sia stato spogliato della maggior parte delle competenze. Tutto ciò si sarebbe potuto evitare con l’uscita di solo uno dei consiglieri, cosa che inspiegabilmente non è avvenuta.
Tra i poteri del presidente: controllare l’attuazione delle decisioni del CdA; stipulare e risolvere i contratti di qualsiasi natura; acquistare, vendere e permutare beni immobili o automezzi fino ad un valore di 155 mila euro per operazione; rappresentare la società con le banche e le istituzioni finanziarie; compiere le operazioni bancarie e finanziarie; compiere operazioni e svolgere pratiche presso le casse depositi, gli uffici del debito pubblico, le tesorerie di enti pubblici e le casse depositi, di qualsiasi natura e importo; sottoscrivere le comunicazioni; concorrere alle gare indette dall’amministrazione, presentare le offerte e stipulare i contratti; indire gare di fornitura beni, formulando i bandi e sottoscrivendo i contratti; rappresentare la società nei rapporti commerciali e nelle procedure concorsuali; rilasciare procure speciali a dirigenti, personale dipendente o terzi anche in relazione alla normativa in tema di sicurezza sul lavoro e sulla privacy.

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