SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Va in archivio anche la tredicesima giornata del girone B. Tredici gol realizzati, un solo 0-0, sei vittorie casalinghe, appena un’affermazione esterna e due pareggi. Un turno che non ha regalato emozioni particolari. Tutto secondo copione, o quasi. Inutile sorprendersi della capolista, capace di andare a togliere, a domicilio, l’imbattibilità dell’unica squadra che ancora non aveva conosciuto l’onta della sconfitta: la Reggiana. Sono bastati un autogol di Cottini – su tiro pressoché innocuo di Ricchiuti – ed un pizzico di buona sorte, specie per quanto concerne le decisioni dell’arbitro Velotto, contestato dai padroni di casa per via di almeno un paio di dubbi episodi in area di rigore romagnola, per regalare al Rimini la sesta vittoria consecutiva.
Tenuto a distanza l’Avellino che, proprio in vista dello scontro diretto in programma mercoledì sera allo stadio Neri, si è risparmiato contro il Chieti. La splendida rete dell’ex di turno, Morfù, e poco altro. Remi in barca sin da subito. I biancoverdi, che hanno schierato una difesa del tutto inedita (Leone, Vastola, Puleo, Palermo), hanno controllato agevolmente gli ospiti, quasi mai pericolosi nel corso dei 90 minuti; rimane inalterata la “legge? del Partenio: sei vittorie ed un pareggio nel computo dei sette incontri complessivi.
Il Lanciano riprende il discorso con la vittoria – doppio Soncin e Nassi (sale a 15 marcature il bottino della coppia frentana) – e conquista il terzo posto in classifica scavalcando la Reggiana. Poco da fare per il Teramo al cospetto di un organico oramai iper-collaudato.
Battuta d’arresto del Padova che veniva da tre risultati positivi. Il Benevento, dal canto suo, dimostra di essere ufficialmente uscito dal momento di crisi che lo attanagliava fino ad un mesetto fa: 8 punti in quattro gare sono lo specchio di uno stato di forma psico-fisica ritrovato, come si è ritrovato il “drago? Molino, autore di un bel gol contro i patavini.
I veneti sono agganciati in classifica dalla Samb che al Riviera, dopo un incontro piuttosto brutto di fronte ad una Spal quadrata, trovano la giocata vincente – il solito Martini – ad appena due minuti dalla fine. Come dire, i rossoblù si riprendono ciò che era stato tolto loro al San Paolo. Concorda Ignoffo?
Nel derby marchigiano di giornata è il campo di gioco – un acquitrino il Benelli – il vero protagonista: una partita inguardabile, emozioni zero, pari giusto che serve poco alla Vis (penultima), mentre fa comodo alla Fermana la quale allunga la sua personale striscia di risultati positivi. La strada intrapresa pare quella di una salvezza tranquilla.
Tre boccate di ossigeno per il Napoli che però scontenta il patron De Laurentiis ed i 25.000 dell’impianto di Fuorigrotta che se ne vanno ad un quarto d’ora dalla fine. Ci sono voluti un autogol, un rigore ed un uomo in più per 70 minuti per avere ragione di un modesto Sora; mister Ventura se la prende col “peso? del San Paolo, un “macigno? che non fa giocare gli azzurri con la necessaria tranquillità.
C’è comunque chi sta peggio dei partenopei, ovvero il Foggia. Ennesima prestazione incolore a Cittadella, dove i rossoneri giocano sì e no un tempo. I granata ritrovano la via della rete dopo quattro turni di “dieta? forzata – segna, manco a dirlo, Sgrigna – mentre i satanelli rimandano nuovamente l’appuntamento con la vittoria che manca ormai da quasi due mesi. A fine gara il patron Giuseppe Coccimiglio palesa la propria scontentezza ed anticipa di voler prendere seri provvedimenti (“A gennaio compro 25 giocatori!?).
A far compagnia al Cittadella fanalino di coda, il Martina del neo-allenatore Sauro Trillini. Settima sconfitta esterna (su sette) per i pugliesi che ieri hanno fatto rinascere il Giulianova: vittoria scaccia-crisi dopo tre sconfitte consecutive; quanto mai tempestivo il gol di Agostini che salva la panchina di Gentilini, in settimana contestato aspramente dalla tifoseria e nel recentissimo passato criticato a più riprese dal presidente giallorosso Quartiglia.

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