Acquaviva Picena è nota nel panorama archeologico grazie alle suggestive vestigia del suo passato medioevale: le mura difensive rafforzate da possenti bastioni ed accessibili soltanto attraverso porte monumentali, i caratteristici vicoli della cittadella e la maestosità della Fortezza Medioevale. Fortezza, simbolo del paese, attualmente in corso di studio da parte dell’Università di Bologna mediante un progetto triennale iniziato quest’estate con la prima fase esclusivamente
dedicata all’attività di rilievo.
Tali fattori hanno spinto l’Amministrazione Comunale, nella persona dell’Assessore al Turismo Andrea Infriccioli, accompagnato dall’Archeologa acquavivana Dottoressa Letizia Neroni, a partecipare alla Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico di Paestum, definita dagli esperti la più importante del settore.
L’ottima collaborazione ricevuta dall’APTR Regionale nelle persone del Responsabile Luciano Moroni e del Direttore Sandro Abelardi, inoltre, ha agevolato il lavoro dell’Assessore, che ha avuto modo di incontrare alcuni Amministratori dei Comuni della Campania, della Calabria e della Sicilia con i quali si stanno gettando le basi per accordi futuri.
Il territorio Piceno vanta un glorioso passato le cui tracce tangibili si impongono in tutta la loro monumentalità e ricchezza: dal bellicoso popolo dei principi-guerrieri piceni, i cui ricchi corredi funerari ci hanno restituito il più alto numero di armi ed armature rispetto a qualsiasi altra civiltà italica pre-romana, alla trionfale conquista e affermazione di Roma, per non parlare dei ritrovamenti longobardi di
assoluto rilievo internazionale.
La Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico rappresenta un’occasione
unica di valorizzazione di tale patrimonio, un momento imperdibile nell’attività di promozione del territorio.
La ricchezza disseminata tra i parchi e i musei archeologici locali rappresenta una realtà unica che può e deve diventare un motivo per chi sceglie di trascorrere le proprie vacanze ad Acquaviva. L’infinita possibilità di proporre itinerari archeologici è un’occasione che non va assolutamente sciupata, poichè può consentire realmente una destagionalizzazione turistica rivolta sia al mondo della scuola per gite d’istruzione originali e suggestive, sia a viaggiatori che intendono scoprire mete alternative a quelle più conosciute.

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