NOME: Società Sportiva Lanciano
ANNO DI FONDAZIONE:1920
COLORI SOCIALI: maglia rossonera a strisce verticali, calzoncini neri e calzettoni rossoneri
CENNI STORICI: ben poco da dire in merito ad una società che nasce nel lontano 1920 ma che fino a qualche anno fa aveva sempre calcato al massimo i campi della quarta serie. Nota dolente della storia del sodalizio rossonero il fallimento nell’estate del ’92, momento però dal quale il club frentano è ripartito con slancio: cinque promozioni nello spazio di appena nove stagioni, vale a dire dall’Eccellenza conquistata nel ’93 alla C1 raggiunta in seguito alla trionfale cavalcata della stagione 2000-01; in mezzo due tornei in C2.
Dicevamo della C1, categoria mai conosciuta sino a quel momento dai colori frentani che si sono addirittura potuti concedere il lusso di centrare i play off al primo colpo, play off sfiorati anche l’anno scorso (sesto posto in graduatoria) e che quest’anno rappresentano l’obiettivo dichiarato del sodalizio abruzzese.
Una citazione particolare la merita l’ex presidentissimo Ezio Angelucci, il quale ha ricoperto il ruolo di numero uno del Lanciano in due circostanze: negli anni Ottanta, allorquando ha riportato i rossoneri tra i professionisti in seguito al vittorioso spareggio, terminato ai calci di rigore, contro i corregionali (e rivali) del Chieti (’85-’86) e poi a partire dal ’97 sino all’ottobre del 2003 – quando è venuto tragicamente a mancare – inanellando quella fantastica serie di quattro promozioni in nove anni di cui si diceva.
STADIO: “Guido Biondi?. Costruito nel 1950 e dedicato alla memoria dell’ex giocatore del Catania scomparso quattro anni fa (in precedenza si chiamava “Cinque Pini?), è un impianto assolutamente inadatto per la terza serie: 7.200 posti e spalti lontani dal terreno di gioco per via della pista per le biciclette da corsa. L’unico settore coperto è la tribuna, mentre quello destinato agli ospiti è la curva nord; la sud è presidiata dai tifosi di casa.
CITTA’: 36.000 abitanti per il centro abruzzese in provincia di Chieti. La città è posta alla destra del fiume Feltrino, al centro di quello che si suole chiamare “comprensorio frentano? che conta circa 70.000 abitanti ed è inoltre il punto di riferimento principale di una zona economicamente importante per l’Abruzzo come la zona industriale della Val di Sangro. La leggenda tramanda che Lanciano, originariamente Anxia o Anxa, fu fondata il I Settembre del 1181 a .c. da Solima, compagno di viaggio di Enea, che avrebbe attribuito a questo piccolo nucleo abitativo il nome di un amico scomparso dal lungo viaggio che portò i troiani, sconfitti dai Greci e costretti alla fuga, a sbarcare nella penisola italica. Ritrovamenti archeologici hanno confermato l’esistenza nel luogo di un esteso abitato risalente all’età del Bronzo.
Il centro storico di Lanciano conserva la sua caratteristica pianta medievale. Da vedere le chiese di San Biagio e di Santa Maggiore, in stile gotico francese. Di notevole spessore anche la chiesa si santa Maria del Ponte. Il Palazzo Crecchio ospita il Museo Frentano e la biblioteca comunale. Vicino la chiesa duecentesca di Sant’Agostino. Alla stessa epoca si riportano anche la cattedrale ed altri edifici del centro storico (XIII secolo).
TIFOSERIA: il fenomeno tifo a Lanciano ha radici remote: negli anni Settanta nascono Boys e Brigate Rossonere, poi la svolta nell’85 – la stagione al termine della quale i rossoneri tornano tra i professionisti, non prima di aver onorato la trasferta-spareggio di Latina con 3.000 tifosi sugli spalti del Francioni – con il Commando Ultrà Curva Sud che resta praticamente in vita sino al fallimento del Lanciano datato 1992. Il triste episodio sancisce anche la fine, per un breve periodo, del tifo (a livello ultras) locale. Resta solo lo striscione “Vecchio Cucs?. La rinascita avviene nel torneo di Eccellenza abruzzese edizione ’94-’95, quando vedono la luce gli Ultras Lanciano, ex militanti del Cucs e portatori di una nuova mentalità nella Sud frentana; da quel momento nel giro di pochi anni, anche grazie ai risultati ottenuti sul campo dalle maglie rossonere nascono una serie di gruppi che hanno contribuito a scrivere la storia del tifo lancianese: Nuova Guardia, Sangre y Muerte, Scottish Clan, 31, Gioventù Frentana e Vecchia Guardia ’85, in cui confluiscono gli ex militanti del Cucs.
Segnaliamo peraltro che dal 2001 un nuovo striscione ha fatto capolino nel settore più caldo del Biondi, vale a dire quello con la scritta “Ciao Guido?, confezionato in onore del tifoso scomparso giusto tre anni or sono. Gli Ultras in trasferta quest’anno ad Avellino hanno celebrato l’anniversario della sua scomparsa organizzando una semplice ma sincera coreografia fatta di svariati stendardi con la scritta sul fondo “Ciao Guido? coadiuvati dal messaggio esposto in transenna “Per sempre con noi?.
Facciamo infine un passo all’indietro di qualche mese. Lo scorso marzo un nuovo capitolo della storia ultras frentana viene ad aggiungersi: gli UL per mezzo di un sintetico comunicato rendono pubblica la decisione di autosospendersi in quanto non si riconoscono più “come gruppo guida della curva?, denunciando “il proliferare di cani sciolti e soprattutto al perdita dei valori ultrà con la V maiuscola: amicizia e rispetto?. La Sud in ogni caso resta priva di un gruppo leader non per molto visto che in estate le entità rimaste – Vecchia Guardia ’85, Sangre y Muerte, Gioventù Frentana e Diffidati – hanno dato il là alla formazione (ufficiale solo a settembre, a partire dal match di Coppa Italia contro il Chieti) di un unico gruppo “in modo da ottenere una migliore organizzazione ed una cooperazione maggiore, anche per non creare ulteriori divisioni all’interno della Sud?: gli Ultras Lanciano Curva Sud, fregiatisi dei simboli dello scudo contenete un pallone antico e dello stemma della città frentana.
Penultima annotazione concernente il bel sito, on line da poche settimane, degli ULCS, i quali la passata settimana hanno dedicato una sezione, denominata “7 giorni su 7?, al ricordo del nostro povero Cioffi. Come dire: la solidarietà tifosa non ha colori.
In ultimo citiamo le simpatie e le rivalità della tifoseria rossonera. Pessimi i rapporti con Chieti, Sora, Giulianova e L’Aquila, mentre esiste dagli anni Ottanta un solido gemellaggio con i teramani. Amicizie con andriesi e montevarchini.

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