SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Dopo più di un terzo del campionato, è già possibile stilare un primo bilancio: la difesa è fortissima nonostante qualche svarione di troppo ed è la seconda meno battuta del torneo, dietro alla Reggiana con soli sei gol subiti; Spadavecchia è imbattuto in casa (544′) ed è stato infilzato solo in due occasioni: Fermana (Di Bari e Miglietta) e Napoli (Ignoffo e … Amodio); senza Taccucci quattro gol subiti in quattro partite, con Taccucci due gol al pasivo in nove incontri!
La matematica non è un opinione, tanto meno nel calcio. A centrocampo la coppia Amodio-Cigarini ricorda il duo Del Vecchio-Napolioni, ma le dolenti note provengono dall’ attacco: tra le prime otto in classifica la Samb è quella che ha segnato di meno. Vidallè in 11 partite è stato sostituito 11 volte. Gutierrez (che non realizza un gol in Campionato da due anni e mezzo!) anche oggi come a Chieti non ha fatto un tiro nello specchio della porta. Per fortuna che c è il “piccolo grande uomo? Marco Martini da Gradara: i numeri parlano per lui in quanto in 11 partite di cui due sole intere ha realizato ben 5 reti, tutte su azione: ogniqualvolta subentri, il volto della paartita cambia letteralmente, proprio come oggi. A Chieti gli è stato concesso un turno di riposo (non richiesto), quest’ oggi idem con patate.
Appare quantomeno singolare che il capocannoniere di una squadra sia relegato in panchina ma se turn-over ci deve essere, aspettiamo di vedere quando riguarderà altri giocatori completamente fuori forma. Anche oggi hanno giocato dall’inizio i soliti nove che stanno tirando la carretta da Foggia in poi, eccezion fatta per qualche infortunio (Amodio e Canini): solo Taccuci e Gutierrez hanno disputato meno di dieci partite. E per mercoledi’ è pronto Favaro al quale deve essere concessa una volta tanto fiducia sin dall’inizio ed inoltre voglioso di riscattare gli infausti 20 secondi di Napoli. Non vorremmo che si ripetesse quello che accadde con Colantuono quando giocavano i soliti undici più il jolly De Amicis, i quali arrivarono ai play-off letteralmente cotti. Il gol di Martini ha scacciato un incubo: psicologicamente la sconfitta del S. Paolo al 91′ sembrava somigliare a quella interna col Teramo di Motta e Pepe di due anni orsono: allora la Samb impiegò una decina di giornate prima di riprendere a vincere.
Due parole infine sulla Spal presentatasi in campo con una divisa non consona alla sua tradizione, con un portiere in sgargiante maglia rosa che sembrava la reincarnzione di Marco Pantani vincitore del Giro d’Italia 1998 e con un manipolo di 40 tifosi che si sono guadagnati la simpatia per avere accettato serenamente la sconfitta e per avere ricordato con un commovente striscione Massimo “Cioffi?.

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