Un’Italia che combatte “con la paura di impoverire”, piuttosto che “con un impoverimento reale” e convinta che il problema più importante da affrontare sia l’aumento dei prezzi e l’inflazione. E’ l’Italia ritratta dal Censis, che nel suo 38esimo Rapporto Annuale, presentato oggi, descrive un Paese dove il 45% dei cittadini pone l’aumento dei prezzi e l’inflazione sul gradino più alto delle proprie preoccupazioni; in Europa, solo 18 europei su 100 fanno lo stesso. Seguono, nella top ten delle ansie italiche, situazione economica (29%), criminalità (23%), immigrazione (12%), tasse (12%), terrorismo (11%) e pensioni (11%).
La rincorsa alla casa da parte delle famiglie è uno dei dati più eloquenti che emerge come reazione al rallentamento dell’economia. La “febbre del mattone” colpisce soprattutto il ceto medio, e le famiglie si gettano sull’investimento immobiliare, che non registra ancora flessioni. Alla fine del 2004 saranno state acquistate 870 mila case, con una spesa di 550 milioni di euro per giorno lavorativo. La ricchezza lorda delle famiglie, nonostante il pessimismo diffuso, negli ultimi dieci anni è comunque cresciuta al ritmo del +5% annuo secondo la Banca d’Italia, che attualmente la stima in 8.200 miliardi. Ma la corsa al rialzo dei prezzi degli ultimi due anni ha accentuato la sperequazione nella distribuzione del reddito e ridotto la capacità di spesa di molti italiani: il 47,5% delle famiglie ha modificato le spese alimentari; si spende meno per vestiario (-1,8%), calzature (-2,9%), alimentari (da +0,8% a +0,5), servizi ospedalieri (-1,7%), acquisto di mezzi di trasporto (-2,9%), alberghi (-1,7%) e assicurazioni (-1,7%).
La felicità, però, esite ed è poter contare su un sistema di welfare. Per un italiano su due (49,4%), infatti, la disponibilità di servizi sanitari e pensionistici è fonte della propria serenità e di quella della famiglia. Seguono, per il 20,3% degli italiani, il benessere che deriva da un contesto urbano più vivibile, meno caotico; per l’11,5%, la disponibilità di nuovi beni e servizi a prezzi bassi. La maggioranza degli italiani continua a pensare che è meglio avere meno servizi pubblici a fronte di meno tasse, ma aumenta dello 0,9% chi pensa il contrario, ossia che sia meglio avere più servizi pubblici ed allo stesso tempo pagare più tasse.

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