Oggi 1 dicembre si celebra la giornata mondiale contro l’AIDS e in tutto il mondo si moltiplicano le iniziative per combattere la dura lotta contro il letale virus.
Sono 20 mila oggi in Italia le persone con l’ Aids (40 milioni nel mondo). Circa 4000 ogni anno acquisiscono l’ infezione da Hiv il che comporta un aumento del serbatoio di infezione, rappresentato da circa 120 mila persone sieropositive. Tra le persone con nuova diagnosi di infezione cresce l’ età media, la trasmissione sessuale e la provenienza da paesi stranieri.
Nelle Marche sono stati 35 i casi di Aids conclamato rilevati nel 2003, secondo i dati del Servizio assistenza territoriale ed integrazione Socio-sanitaria della Regione Marche, che ha registrato un aumento del 20% rispetto al 2002. Il 97% dei malati rilevati, sempre a livello regionale, nel 2003 ha un’età superiore ai 35 anni.
Se da un lato in Italia le nuove terapie rallentano la progressione dell’ infezione verso l’ Aids, dall’ altro la bassa percezione del rischio determina un’incidenza relativamente sostenuta di nuove infezioni.
L’ incidenza di nuovi casi di Aids, cioè di persone con malattia conclamata, è diminuita a partire dal 1996. Questo declino è però da attribuire all’ introduzione di nuove combinazioni di farmaci antiretrovirali, in grado di rallentare la progressione dell’ infezione verso l’ Aids conclamato. L’ aumento della sopravvivenza ha determinato un incremento delle persone con Aids viventi. Un aspetto particolare del problema Aids oggi consiste nell’ elevato numero di persone che arrivano tardi alla diagnosi di sieropositività. Oltre il 60% dei pazienti con Aids non ha fatto terapie antiretrovirali prima della diagnosi. Una persona su due scopre di essere sieropositiva al momento della diagnosi di Aids, ovvero quando si trova in uno stadio avanzato di malattia. Non si tratta di tossicodipendenti ma principalmente di contatti eterosessuali.

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