SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Signor presidente, avete pareggiato eppure i vostri tifosi non sembravano soddisfatti…? “Cosa??, risponde Mastellarini. “Alcuni tifosi inveivano contro alcuni giocatori, non sembravano soddisfatti…?. “Lasciamo perdere, i nostri tifosi sono eccezionali, neanche il Napoli ha una tifoseria così bella come la nostra…? Questo il succo del breve dialogo tra Umberto Mastellarini e alcuni giornalisti di Chieti nella sala stampa dello stadio Angelini.
Strano che a tirare fuori questo discorso siano stati i giornalisti di Chieti? Diciamo che a San Benedetto non si ha voglia di creare polemiche e, inoltre, si conosce bene la passionalità della tifoseria locale. Un tifoso può liberamente lamentarsi perché è nei suoi diritti di spettatore e di sportivo. Però alcuni accenti ci sono sembrati esagerati. Ci riferiamo soprattutto a quei tifosi che si trovavano in tribuna laterale e centrale, mentre, come al solito, il settore della curva ha sempre e solo applaudito i propri beniamini.
Tedoldi ha giocato male? Cigarini ha sbagliato una facile occasione? Vidallè si è mangiato un gol? Martini è stato per troppo tempo in panchina? Tutto lecito, tutto opinabile, tutto discutibile: questo è il sale del calcio e dell’essere tifoso di una gloriosa squadra di provincia.
Però non si può pretendere l’impossibile: in una gara giocata in trasferta, dopo la difficile sconfitta di Napoli, il portiere della Samb non è mai stato messo in pericolo, mentre si sono contate almeno tre grandi occasioni a favore della Samb, una squadra che è a un tiro di schioppo dalla zona play-off (interessantissima la trasferta di Lanciano l’8 dicembre), che è a distanza di sicurezza dai play-out. E che, giova ricordarlo, non ha effettuato la preparazione estiva e continua a stupire per l’organizzazione tattica.
Dunque, una Samb ancora da amare e da applaudire per quanto sta facendo in questo campionato: a tutti piace vincere e giocare bene ma è impossibile farlo sempre e quando arrivano pareggi così positivi in trasferta cosa si può chiedere ancora alla Ballardini-band? Ricordiamo che in panchina, oltre a De Rosa, Favaro (ieri assente) e Martini non ci sono giocatori che possono essere paragonati, per rendimento ed esperienza, ai titolari (aspettando anche Pompei). Senza dimenticare che questa è una squadra che vive soprattutto di entusiasmo, essendo veramente giovane e risentendo della fiducia dell’ambiente circostante: non che i giocatori debbano vivere al di fuori della pressione della piazza (anche così si diventa grandi…), ma attenzione ai fischi inopportuni…
A meno che non si voglia sempre vincere e dominare. Impossibile.

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