PORTO D’ASCOLI – Si accentua la crisi alla Foodinvest. I lavoratori in sciopero contro la volontà dell’imprenditore Aristide Malavolta di attuare la procedura di mobilità per cinquanta dipendenti e di cambiare il contratto di lavoro: da industriale ad agricolo. “Dal 2001, anno in cui Malavolta ha acquisito l’azienda – dichiara uno scioperante – da 165 occupati siamo giunti a 113, più 20 lavoratori stagionali. Nonostante questa riduzione, abbiamo sempre garantito produttività?.
Luciano Agostini, assessore regionale al bilancio della provincia di Ascoli Piceno, presente allo sciopero dichiara: “Tempo fa avevo avvertito sul rischio che si corre lasciando nelle mani delle multinazionali i nostri gioielli imprenditoriali. In questo settore, tra l’altro non in crisi ma in crescita direi, abbiamo esperienza da vendere la nostra zona giganteggia a livello nazionale per quanto riguarda la trasformazione alimentare. Cercheremo di ragionare con il proprietario, il quale però deve cambiare prospettiva: non è concepibile il suo piano di ridimensionamento?.
“Non esiste nessun piano industriale per il rilancio della Foodinvest – denuncia Piero Lucani, sindacalista della Flai-Cgil – questa è la verità. Malavolta ha annunciato agli assessori Ugo Ascoli e Emidio Mandozzi, rispettivamente regionale e provinciale, di voler ricorrere alla mobilità e al cambio del contratto di lavoro, nessun contatto con i sindacati o i lavoratori. L’imprenditore sta solo cercando di fare i propri interessi, senza considerare i lavoratori. Ha anche dichiarato che farà largo uso dei lavoratori interinali o stagionali: precarietà pura a scapito della qualità?.
Alberto Andreani della Cisl, si chiede: “Nel 2001 la Nestlè annunciò che l’imprenditore Aristide Malavolta aveva acquistato lo stabilimento, un anno dopo si è parlato invece di affitto, essendo attivi alcuni mutui: questo movimento è stato comunicato alla Consob??
I lavoratori si difendono dalle accuse di assenteismo che muove l’imprenditore, denunciando un tasso del 12 per cento. “Non è vero, non siamo assenteisti, Malavolta può vendere se non è capace. Abbiamo bisogno d’imprenditori veri e capaci con voglia di migliorare, non di finanzieri che fanno in modo che un’azienda in crisi sia un potenziale arricchimento?, si leva una voce tra i lavoratori.
Aristide Malavolta si difende così: “Il costo del lavoro alla Foodinvest è eccessivo e l’assenteismo alle stelle: per questi motivi i nostri prodotti sono sul mercato ad un prezzo del 20 o 25 per cento superiore alla concorrenza. Dei 50 dipendenti da mettere in mobilità, la metà andranno presto in pensione (lavoratori e sindacati sostengono siano al massimo dieci, ndr). Il mio piano industriale è quello di ridurre i costi poiché il settore, checché ne dica Agostini, è tutt’altro che in espansione?.
Il 12 dicembre lavoratori e sindacati annunciano un incontro, cui parteciperanno anche Agostini, Mandozzi, la camera di commercio, il Coico, imprenditori e il segretario nazionale del Fai-Cisl, Gianni Pastrello.

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