GROTTAMMARE – Enrico Piergallini è stato nominato assessore alla cultura nel luglio 2004, a seguito delle dimissioni di Stefano Fabioni. Quello della città di Grottammare è un progetto politico e culturale indirizzato non solo agli eventi di richiamo ma anche e soprattutto alla ricerca, fondamentale per far progredire la qualità delle proposte.
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Come mai dopo le dimissioni di Fabioni la scelta per il nuovo assessore è caduta su di lei?
“Probabilmente per la vicinanza con il progetto politico dell’Amministrazione. Inoltre, sia per la vicinanza all’ex assessore sia perché avevo già gestito alcuni eventi promossi dal Comune, il cambiamento risultava essere meno drammatico.â€?
Prima di diventare assessore al Comune di Grottammare, quali erano i suoi compiti?
“Sono sempre stato all’interno dell’ambiente organizzativo delle manifestazioni che si sono svolte a Grottammare, oltre ad essere stato supervisore di altri eventi, come Il luogo dei Natali o Scintille.â€?
Qual’è il percorso intrapreso dall’Amministrazione Comunale e quali sono i progetti che l’Assessorato alla Cultura sta portando avanti?
“Più che di un progetto parlerei di una linea guida globale: in tutti i paesi costieri il ruolo predominante della programmazione è rivestito dagli eventi che si succedono nel corso dell’estate, periodo durante il quale le manifestazioni devono rendere più piacevole il soggiorno del turista. Grottammare si caratterizzava per una spiccata propensione verso l’organizzazione di questo momento dell’anno, occorreva quindi riequilibrare il peso di certe manifestazioni durante tutti i dodici mesi. C’era la necessità di rimettere sullo stesso piano l’attenzione rivolta allo spettacolo con quella della ricerca culturale.â€?
C’è un progetto tra quelli in atto a Grottammare che ha particolarmente a cuore?
“Sicuramente far rivivere il Teatro dell’Arancio, uno dei luoghi più suggestivi di Grottammare: questo accadrà da dicembre, con un progetto che coinvolge anche il Comune di Ripatransone. Ripartiremo con il Teatro della parola, con nove appuntamenti che si snoderanno fino ad aprile. Questo progetto fa comunque parte di un piano più ampio che vedrà la riproposizione anche di eventi come Scintille, il ciclo di incontri con importanti ed influenti personaggi del nostro tempo. Stiamo inoltre portando avanti il progetto Liberamente, un insieme di corsi di vario genere indirizzato a tutte le fasce d’utenza.â€?
A Grottammare è inoltre in via di definizione un altro teatro, quello posto lungo la Statale 16 all’altezza del Centro Commerciale L’Orologio. In quest’ottica come si distingueranno i programmi di questo nuovo teatro, del Teatro dell’Arancio e della Sala Kursaal, utilizzata anche come sala teatrale?
“Mentre il nuovo teatro ospiterà eventi più importanti, dove tutta la collettività potrà intervenire, il teatro dell’Arancio rappresenta un piccolo gioiello che si adatta a spettacoli particolari. La limitatezza dei posti sembra indurre ad attuarvi programmi che puntino ad una ricerca differente, più sperimentale. La Sala Kursaal rimarrà una sala conferenze, uno spazio polifunzionale, che potrà ospitare le proiezioni cinematografiche, come accade attualmente la domenica pomeriggio con il cinema dei ragazzi, o alternativamente può diventare uno spazio per piccole mostre.â€?
L’insieme delle offerte culturali in atto nei vari paesi limitrofi non porteranno ad un disorientamento del pubblico posto di fronte ad una molteplicità di scelte?
“La nostra politica non va in questa direzione: abbiamo costituito un asse insieme a Ripatransone, e non ci siamo mossi isolatamente, tant’è che per evitare la frammentazione abbiamo fatto riferimento al cartellone provinciale di Scena Picena, per non sovrapporci e aderire come membri all’interno di un progetto più ampio.â€?
Qual’è la sua opinione in merito all’idea dell’assessore provinciale Olimpia Gobbi relativa all’individuazione di poli culturali specifici e riconoscibili nel territorio?
“È sicuramente un’idea condivisibile; bisogna studiare le singole vocazioni ed individuare le eccellenze. Ovviamente l’interpretazione non deve essere costrittiva, la città potrà mantenere altre programmazioni e aderire a eventi provinciali.â€?
Al giorno d’oggi è meglio puntare più sulla qualità o sulla quantità delle offerte proposte?
“All’interno di una programmazione si può fare entrambe le cose, educare e divertire. Accanto a proposte più popolari non possono mancare quelle più sperimentali, che sebbene inizialmente siano meno partecipate alla lunga dimostrano la loro validità; bisogna dare fiducia allo spettatore. Ciò che ci spinge a proseguire con questa formula è che a Grottammare gli eventi particolari riscuotono grande successo, come la formula conferenza-mostra che ha inaugurato la personale di Marco Fulvi Sul Narcisismo a metà novembre (circa 200 spettatori presenti, ndr.)â€?
Secondo lei in che direzione sta andando la cultura oggi?
“Molti deficit economici e sociali che stiamo scontando sono anche culturali. Se vengono a mancare gli strumenti per una valutazione obiettiva, si va incontro a delle conseguenze che sembrano lontane dalla cultura stessa, ma che in realtà non permettono di distinguere la qualità di ciò che si ha davanti, su tutti le proposte televisive. La maturazione politica, economica e sociale di un paese passa per quella culturale. Il compito di un’Amministrazione Comunale è quello di otturare le falle del sistema, là dove ve ne siano, proponendo offerte differenti che siano in grado di dare qualcosa di diverso.â€?

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