SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Le recenti mareggiate hanno messo ancor più in primo piano il problema della difesa della costa. Resta valido il piano regionale, peraltro in corso di approvazione, (se terrà conto delle nostre osservazioni) che prevede un insieme di lavori su tutto il litorale regionale, lavori da realizzare in 7 anni, ma che in base ai recenti studi sono urgenti, indispensabili ed indifferibili.
I danni ci sono stati – e tanti – tali comunque da dover prevedere interventi immediati. Infatti nella riunione tenutasi in Regione il 19.11.2004 si è deciso di aggiungere un ulteriore finanziamento di 1.500.000 € ai già previsti 4.900.000 € per il 2004 e 4.500.000 per il 2005.
Per ora, su richiesta della Regione, il Governo ha riconosciuto solo lo stato di emergenza, che consente di semplificare le procedure burocratiche d’intervento, ma non prevede uno stanziamento di fondi governativi. Per questo, la Regione insisterà perché il Governo dichiari lo stato di calamità naturale (per il quale esistono le condizioni oggettive) da cui deriva un intervento finanziario statale, che sarebbe quanto mai necessario, visti i danni provocati da quelle mareggiate.
Bisogna lavorare tutti per realizzare quanto previsto nel Piano di difesa della costa. La Regione deve prendere in mano la situazione, perché ormai non è più il tempo degli interventi sporadici e di pura emergenza, ma occorrono interventi mirati e differenziati, decisi in base agli studi già recepiti nel Piano regionale.
Ma l’esperienza della recente mareggiata insegna che bisogna ridurre drasticamente i 7 anni previsti per l’esecuzione dei lavori di salvaguardia della costa, con priorità assoluta per i lavori in zone ed aree a valenza turistica già accertata e consolidata.
Un’ulteriore perdita di tempo comprometterebbe sicuramente, in molte località balneari marchigiane, le presenze turistiche conquistate a fatica in anni e anni di lavoro, producendo gravi ed irreversibili danni all’economia turistica ed a tutto l’indotto ad essa collegato, dal momento che la concorrenza internazionale si fa sempre più agguerrita.
Inoltre, chiediamo una unicità di indirizzo tecnico sotto la guida della Regione, dopo quanto accaduto in alcune località, dove la situazione è peggiorata per interventi dimostratisi all’atto pratico non solo inutili, ma addirittura dannosi. Per questo, va previsto un immediato ripascimento della sabbia all’interno delle scogliere.
Ma soprattutto, per evitare di rincorrere sempre situazioni di emergenza, sicuramente costose e spesso non risolutive, chiediamo con forza che i tempi previsti dal piano siano dimezzati, con l’impiego di maggiori investimenti nazionali, regionali e locali, da mettere a disposizione per interventi coordinati e decisivi.
Rinnoviamo pertanto a tutte le Amministrazioni Comunali marchigiane l’invito alla collaborazione con la Regione, per poter salvaguardare gli interessi delle comunità che vivono essenzialmente del proprio lavoro nell’industria turistica.
Per questo, vogliamo dare merito a quei Comuni che, senza attendere soluzioni esterne, si sono resi disponibili a prendersi interamente carico di alcuni interventi. Di questo diamo atto al Sindaco del Comune di Fermo che, garantendo l’intera spesa dell’intervento individuato a Marina Parmense, ha chiesto alla Regione di garantirgli solamente la progettazione dell’intervento necessario, sempre secondo il Piano regionale di difesa della costa.
Allo stesso modo, va riconosciuto all’Amministrazione Comunale di Porto Sant’Elpidio il merito di aver deliberato, per la protezione della costa, un intervento finanziario di compartecipazione che va ben oltre il 25% richiesto dalla Regione.

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