SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Se ne è andata una delle icone del tifo rossoblù, “leone? tra i “leoni? delle “fossa? dello stadio intitolato ai fratelli Ballarin, tra i fondatori del gruppo storico rivierasco Onda d’Urto. Massimo Bruni, Cioffi per gli amici, ha mollato dopo aver battagliato con la vita per oltre un anno e mezzo.
Il giorno dopo, le sensazioni provate ieri pomeriggio, ai funerali, dove idealmente (e in taluni casi concretamente) tutta l’Italia ultras si è presentata al suo capezzale, si stagliano nelle nostre menti ancora più nette, ancora più forti.
Le centinaia di messaggi su internet (lasciati sulle pagine del muro degli Ultras Samb), le delegazioni ultras provenienti da Rimini, Civitanova, Ascoli, addirittura Avellino, le lacrime di amici, conoscenti e di chi vive con passione la Curva Nord di San Benedetto: molteplici le dimostrazioni di rispetto e stima nei suoi confronti e in quelli di tutta la tifoseria rossoblù.
Commozione e solidarietà, eccola la sintesi del pomeriggio di ieri: la commozione di un’intera città e di una tifoseria fermatesi per qualche ora a rendergli tributo, la solidarietà di chi non lo conosceva ma che ha voluto ugualmente esserci. Un uomo e un ultras veri hanno permesso che tutto ciò accadesse, hanno cancellato distanze geografiche e polverizzato questioni di campanilismo sportivo.
Siamo sicuri di ammirare domenica prossima, in tante curve della penisola, striscioni, scritte, pensieri semplici ma sinceri dedicati alla memoria di Massimo, memoria onorata in maniera indicibile nei giorni scorsi, ieri e proprio in queste ore. Ci sono molte idee che vengono proposte dagli ultras di tutta Italia, come ad esempio ritardare di cinque minuti i canti di incitamento all’inizio delle partite o portare a San Benedetto il prossimo raduno italiano degli ultras. Idee da far fruttare per il bene dello sporti, del tifo e per la memoria di Massimo Bruni.
Cominciamo, intanto, intitolandogli la Nord del Riviera.

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