MARTINSICURO – E’ stata esclusa la volontarietà nell’accusa di omicidio a carico dei due responsabili della spedizione punitiva in cui, il 10 gennaio del 1996, morì Luigi Cappetti, titolare del circolo privato Ribot di Villa Rosa di Martinsicuro. La Corte d’assise di Teramo ha infatti condannato i due sambenedettesi Gianfranco Schiavi e Mario Pugliese, ritenuti rispettivamente il mandante e l’organizzatore, a otto anni e quattro mesi di reclusione ciascuno per omicidio preterintenzionale. Cappetti, 54 anni, fu freddato con un colpo partito dalla sua pistola nel cortile del club, quella sera chiuso per lavori, al termine di una colluttazione. Secondo la sentenza emessa ieri dalla Corte d’Assise di Teramo, i mandanti Pugliese e Schiavi (quest’ultimo accusato tra l’altro anche per la strage di Sambucheto) ordinarono soltanto una punizione, un pestaggio o un gesto intimidatorio nei confronti di Cappetti, sfociato poi nel delitto per la violenta reazione dello stesso titolare del circolo privato.

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