SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Paolo Forlì è arrabbiato e si toglie qualche sassolino dalla scarpa: “Sono molto infastidito dall’atteggiamento di chi prima era d’accordo con me e poi, apertosi lo spiraglio di ottenere poltrone, ha cambiato improvvisamente idea, come Gianfilippo Frati e Nazzareno Pompei. Anche gli assessori si sono comportati male. Ruggero Latini non si è presentato, Giovanni Poli e Bruno Gabrielli, che ho sempre difeso da qualsiasi attacco esterno, si sono dimostrati restii alle dimissioni?.
Al direttivo allargato, cui erano presenti una ventina di persone, tutti erano in sintonia con la linea dura di Forlì, quando poi si è parlato di trattative con il Sindaco la situazione è cambiata. “Sono grato a Scaltritti e Ceroni per lo sforzo fatto per venire incontro alla mia posizione, annunciando una settimana di stop alla vita amministrativa di Forza Italia, ma non è sufficiente. Il Sindaco ha soddisfatto la richiesta di un gruppo, Azione Indipendente, il cui programma politico non ha votato nessuno, un gruppo che ha dichiarato inizialmente di non volere poltrone che poi ha preteso con un ricatto e che continuerà a chiedere. Queste persone sono uscite da Forza Italia per ottenere incarichi, lo stanno facendo e continueranno a farlo, poiché non tutti sono soddisfatti. Ora la PicenAmbiente, guidata in precedenza egregiamente da Michele Bagalini, avrà un telescopio puntato sopra, per osservare la trasparenza delle assunzioni?.
L’ex coordinatore comunale di Forza Italia si dichiara pronto a firmare un’ipotetica mozione di sfiducia: “Martinelli convinca Merlini, che è un amico contro il quale non ho nulla, a dimettersi e tornerò al suo fianco. Il ricatto al quale si è piegato è tale che non conosce colui che ha nominato presidente?.
“Mi sento portatore dell’idea politica pura di Forza Italia – dichiara Forlì – di cui continuo a far parte con orgoglio e che mi sento di rappresentare, al di là dei giochi politici. Ho anche ricevuto proposte d’incarichi, ho sempre rifiutato e, a scanso d’equivoci, annuncio che, da alcune settimane, ho deciso di non candidarmi alle regionali del 2005, appoggerò Vittorio Santori?.
“La politica non è una mangiatoia come credono alcuni. Dopo le dimissioni, sento con minor peso il voto degli elettori, altri, come Evangelisti e Speca, miei compagni in consiglio comunale, dovranno continuare a turarsi il naso. Passo all’opposizione ma sto vagliando anche l’ipotesi di dimettermi dal consiglio comunale?.

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