SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Ho avuto modo di parlare con Remo Croci sulla vicenda che ha coinvolto Cioffi. Croci è attualmente dirigente della Samb ma ha vissuto in prima fila quest’ultimo anno e mezzo seguito all’incidente avvenuto a Massimo Bruni il 4 maggio 2003 in occasione della partita Samb-L’Aquila. Iniziative come “Una maglia per Cioffi?, o l’idea di conservare i messaggi di solidarietà lasciati da tutte le tifoserie italiane nel sito www.tifonet.it/ultrassamb e altre simili sono nate spesso grazie ad un interessamento – diretto o indiretto, non cambia – di Remo Croci.
La differenza che può esserci tra me e lui, in questo momento, è la differenza che c’è tra una persona semplicemente addolorata per una fine tragica (cioè io, che però non conoscevo direttamente il nostro Cioffi), e una persona che oltre a questo sentimento ne prova uno ancor più personale, avendo conosciuto Massimo “Cioffi? Bruni negli anni dell’adolescenza, proprio a causa della Samb.
“Che dire – esordisce Croci – Era il 1973 o il 1974 e assieme a lui fondai un gruppo di tifosi della Samb che si sistemava nel settore ‘Prato’ dello stadio F.lli Ballarin. Più tardi si spostarono in Curva Sud?. Ricordiamo che allora il tifo non aveva ancora quell’organizzazione tipica degli anni seguenti e il gruppo che vedeva coinvolti Cioffi e Croci oltre ad altri ragazzi dell’epoca (“Ciaralli, Frangì, e gente di cui adesso non ricordo neanche il cognome?) era uno dei primi, se non il primo, costituito attorno alla Sambenedettese.
“La notizia ci addolora molto – continua Croci – anche perché la speranza era sempre quella di sentire che, magari, Cioffi avesse finalmente ripreso coscienza e invece è arrivata questa brutta sorpresa. Per Cioffi la Samb è stata probabilmente una delle maggiori fonti di soddisfazione, anche perché nella vita ha dovuto superare molte difficoltà. Poi la sua scomparsa è arrivata in un giorno così strano, dopo l’esodo di Napoli. Oggi magari avremmo parlato d’altro ma è come se Cioffi ci abbia voluto mandare un messaggio.?
“L’ultima volta che parlai con lui – ricorda il dirigente rossoblù – è stata un paio di giorni prima quello sfortunato Samb-L’Aquila. Voleva conoscere Fanesi e Delvecchio: Fanesi perché era stato soprannominato ‘Cioffi’, come era accaduto a lui, mentre Delvecchio era uno dei suoi idoli in quella squadra per l’ardore che metteva in campo.? Per ironia della sorte proprio Fanesi e Delvecchio furono tra i giocatori che per primi si avvicinarono al corpo di Cioffi quando questo era riverso sui gradoni del primo anello del “Riviera delle Palme”
Accenno a Remo Croci del fatto che probabilmente i tifosi chiederanno alla Sambenedettese Calcio di poter intitolare la Curva Nord alla memoria di Massimo Bruni. “Ne parlerò con il presidente ma sicuramente per la società ci saranno porte apertissime in un caso simile. I tifosi hanno colorato di rossoblù quella Curva che è casa loro. Inoltre l’incidente mortale è avvenuto proprio in quei gradoni.? Passano pochi minuti e, dopo aver parlato con Vincenzo D’Ippolito Croci garantisce l’assoluta accettazione, da parte della società, del fatto che la Curva Nord possa essere ribattezzata Curva “Massimo Bruni? detto Cioffi nel caso questa sia la volontà concorde della tifoseria.

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