SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Dopo l’undicesima giornata nel girone B a farla da padrone è ancora il Rimini che centra la quarta vittoria consecutiva e che continua a macinare gioco e risultati alla faccia delle inseguitrici Avellino, Lanciano e Reggiana. Ennesima vittoria ottenuta grazie ad un gol gestito poi con la consueta saggezza tattica; la banda di Acori ormai ha raggiunto un’organizzazione di gioco ed una consapevolezza dei propri mezzi che, a meno di imprevisti, le consentiranno di ambire alla prima posizione sino alla fine della stagione regolare.
Ieri, allo Zaccheria, ha deciso una rete di Ricchiuti e la prestazione superba del portiere Dei, il quale ha salvato la porta biancorossa in diverse occasioni, su tutte il rigore battuto (e fallito) da Oliviera. I rossoneri, comunque, hanno provato ad imporsi sino al gol ospite (23’ del primo tempo), poi, come spesso è accaduto in questo campionato, la paura di perdere e l’eccessiva tensione – ingigantita dallo spazientito pubblico dello Zaccheria – hanno vietato ai dauni di imporre il proprio gioco. Scoppia la contestazione ai danni di squadra e mister: Giannini dopo la gara rassegna le proprie dimissioni, il patron Giuseppe Coccimiglio per tutta risposta le respinge, non prima di aver cacciato dalla sala stampa alcuni giornalisti locali con cui da tempo è ai ferri corti. Squadra in ritiro, ecco la decisione intrapresa dal sodalizio pugliese.
L’Avellino, staccato di due punti dai romagnoli, non demorde: ha liquidato, nonostante le assenze, il Martina – avversario a dire il vero poco attendibile in questo momento (“en plein? di sconfitte in trasferta e da ieri sera ultimo in graduatoria insieme al Cittadella; Chiancone pare avere le ore contate) – con una facilità disarmante e se da un lato ha confermato la “legge del Partenio? (su sei incontri disputati in Irpinia cinque vittorie ed un pari) dall’altro ha rigenerato un Ghirardello, doppietta per lui, che veniva da un momento non facile, sia nel rapporto col gol che gli mancava dalla trasferta di Benevento, sia nel rapporto coi tifosi che ultimamente lo avevano fischiato.
E a proposito di tifosi ieri quelli del Martina si sono resi protagonisti di un gesto assai deprecabile: l’aggressione ad alcuni giocatori biancazzurri dentro il pullman che era giunto al Tursi dalla trasferta campana.
Forza offensiva per l’Avellino, solidità difensiva invece per la Reggiana – detiene la palma dell’imbattibilità e la migliore difesa del campionato – che è uscita indenne dal Santa Colomba, dove gli uomini di Benedetti hanno dimostrato di essere del tutto (o quasi) guariti. Molta sfortuna ieri pomeriggio per i giallorossi, almeno quattro ghiotte palle gol sventate dalla bravura della retroguardia emiliana e tutto sommato anche dalla fortuna di Campana e company (leggi un palo ed una traversa), ma anche troppa imprecisione per Di Nardo e Molino, in giornata decisamente no. Reggiana inguardabile, ma se come spesso capita ottiene il punticino in trasferta e poi al Giglio fa bottino pieno, nella città del tricolore non sono vietati i sogni…
Lanciano a due facce al Biondi. Il Sora nel primo tempo annichilisce i frentani con un pressing a tutto campo ed un agonismo degni del proprio condottiero Capuano, poi però dopo aver sciupato la palla del possibile raddoppio, ci pensa il tandem Soncin-Nassi (ottavo sigillo per il primo, capocannoniere del girone) a rimettere le cose a posto. Ciociari in ripresa, abruzzesi in salute.
Il Padova ottiene un punto d’oro a Fermo: i canarini giocano meglio, vanno in vantaggio e poi sprecano le opportunità per mettere in cassaforte il risultato; a sei minuti dal 90° i patavini – rimaneggiati – pareggiano le sorti dall’incontro grazie ad un rigore concesso dall’arbitro Pierpaoli molto contestato dal presidente gialloblu Battaglioni. Rigore a parte, i marchigiani gettano alle ortiche la grossa opportunità di bissare l’impresa del Recchioni contro il Napoli (al cospetto di un’altra avversaria di blasone), mentre i veneti continuano a far punti nonostante i forfait dei vari La Grotteria, Cecchini, Greco, Manetti, Statuto e Mariniello).
Comincia a respirare aria decisamente più salubre il Napoli Soccer che aiutato dalla dea bendata, da un Ignoffo (un gol..e mezzo) in stato di grazia e pure, o soprattutto, fate voi, dall’arbitro Gava, ha ragione di una “scorbutica? Samb solo al 96°; dopo le polemiche in casa azzurra della scorsa settimana adesso sono i dirigenti rossoblu a gridare allo scandalo. Direzione di gara a parte, i padroni di casa hanno fatto la solita fatica ad esprimere il proprio gioco – decisiva la mossa di Ventura di gettare nella mischia Montervino in luogo dello spento Toledo – e probabilmente se non avessero trovato la rete dell’1-1 dopo pochi istanti non sarebbero più riusciti a raddrizzare il match. Per i marchigiani il rammarico di non aver saputo gestire il vantaggio nel migliore dei modi. L’obiettivo dei rivieraschi comunque non cambia.
Seconda gioia formato trasferta per la Spal di Allegri – quanto sembrano lontane le dimissioni che voleva avanzare qualche settimana fa, alla vigilia dell’incontro di Cittadella – che si impone con autorità a Giulianova. Mai in partita i giallorossi che spianano la strada del successo agli ospiti attraverso un’incertezza del portiere Ivaldi, subentrato a Greco dopo che quest’ultimo era stato aspramente criticato per la gara di Rimini. I ferraresi legittimano i tre punti con due legni, gli abruzzesi si sorbiscono i sonori fischi del pubblico del Fadini.
Impresa corsara pure per il Teramo. La “cura Zecchini-bis? inizia a dare i suoi frutti: ieri al Tombolato gli uomini di Maran hanno per l’ennesima volta bucato l’appuntamento casalingo anche per colpa del pressing e della ritrovata grinta dei biancorossi. Beretta, autore de gol vittoria, sugli scudi. Crisi nera per i veneti.
Se il Cittadella continua ad incespicare tra le mura amiche, inaspettatamente la Vis Pesaro agguanta la prima affermazione al Benelli, grazie ad un netto (più di quanto dica il risultato) 3-1 ai danni dell’irriconoscibile Chieti. I neroverdi, in versione “non pervenuti?, lasciano fare il bello ed il cattivo tempo agli avanti marchigiani che mai in una sola gara avevano bucato la rete avversaria per tre volte. Mister Donati negli spogliatoi non risparmia critiche all’atteggiamento dei suoi; Piccioni invece salva la panchina.

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