SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Una settimana caratterizzata dalle numerose lamentele rivolte alla componente arbitrale, da più parti. A Napoli come a San Benedetto, a Giulianova come ad Avellino. Ma leggiamo ed analizziamo insieme il programma dell’undicesima giornata del girone B di serie C1.
Quattro i match da segnare con il pennarello rosso: Napoli-Samb (naturalmente), Foggia-Rimini, Fermana-Padova e Benevento-Reggiana.
Cominciamo dai rossoblu. Colonnello e compagni vivranno, come del resto i tanti tifosi della Samb al seguito, un pomeriggio da sogno (a prescindere) nello splendido scenario dello stadio San Paolo, animato, ad andar male, da almeno 30.000 tifosi. Se il team di mister Ballardini non si farà intimidire dalla imponente platea azzurra siamo sicuri che si faranno rispettare in quello che un tempo fu il “tempio? di Maradona. I numeri dei rivieraschi del resto parlano chiaro: 4 vittorie, 5 pareggi ed appena 1 sconfitta, quella casalinga, lo ricorderete, per mano della Vis Pesaro; 11 reti realizzate ed appena 4 subite (il migliore reparto arretrato assieme alla Reggiana); una striscia di risultati positivi lunga quattro giornate. Una Samb in salute insomma, che – a parte De Rosa, squalificato, e Pompei infortunato da tempo – può fare conto sull’intero organico, anche su Gutierrez, al rientro lunedì sera nello spezzone di gara contro l’Avellino.
Il Napoli si accinge ad affrontare il match del San Paolo con l’obbligo dei tre punti: lo impone la tifoseria, la società (stilata una tabella per raggiungere la zona play off entro Natale) e il campionato, nel senso che perdere ulteriore terreno dalle prime della classe sarebbe oltremodo deleterio. Mister Ventura, forse orfano di Sosa, probabilmente riproporrà quel 4-4-2 che ha fruttato quattro punti in altrettante partite. Ultima annotazione: speriamo che le polemiche generate dal clan azzurro in merito alla questione arbitri – Mastellarini ha furbescamente risposto inviando in Lega una lettera contenente gli episodi sfavorevoli alla Samb nel posticipo con l’Avellino – non alterino in alcun modo i valori che saranno espressi sul prato del San Paolo. Vinca il migliore!
La capolista Rimini fa visita al Foggia. L’Acori band sta viaggiando col vento in poppa (tre vittorie di fila dopo due settimane di “appannamento?), ma non avrà certamente vita facile allo Zaccheria, dove, nonostante i satanelli non vincano da più di un mese – si troveranno al cospetto di una squadra affamata di punti e di gloria. Non a caso il patron Coccimiglio ha indicato la sfida coi romagnoli una sorta di match crocevia del girone di andata dei rossoneri: c’è da rendere meno anonima la classifica e forse, più salda la panchina di Giannini. Oliveira – in netta crescita – e soci tenteranno di non deludere la dirigenza che mercoledì ha dichiarato di voler cedere la società, indispettita dalle illazioni della stampa locale (la quale ha parlato per il sodalizio dauno di problemi di natura economica) riguardo il licenziamento di due medici dello staff sanitario rossonero.
Fermana-Padova, inaspettatamente (ci riferiamo ai gialloblu), risulta essere uno scontro d’alta quota. I padroni di casa con la storica vittoria di Sora hanno rimpinguato una classifica che ora strizza l’occhio alle zone che contano, tra l’altro ci sarà una seconda partita consecutiva al Recchioni da sfruttare – Cari probabilmente insisterà sul modulo a due punte comprensivo dell’innesto a centrocampo di Kalambay che ha dato buoni frutti – mentre i patavini si sono confermati nonostante una situazione non proprio favorevolissima: ancora tante le pedine dello scacchiere biancoscudato costrette al forfait. Gli uomini di Ulivieri segnano parecchio (17 reti), ma al contempo concedono occasioni all’avversario di turno (12 gol incassati), ergo…lo spettacolo è garantito.
La Reggiana scende nella “tana? del Benevento e lo fa forte della sua imbattibilità, del migliore attacco e della difesa più solida. Vita dura, almeno sulla carta, per i sanniti che però debbono a tutti i costi mettere a profitto il secondo incontro interno di fila; la società ha avvertito l’importanza del momento e per domenica prossima ha abbassato i prezzi dei tagliandi del Santa Colomba. Alla luce dello scarso afflusso registrato lo scorso turno però, sarà difficile ammirare il pubblico delle grandi occasioni, anche in virtù del rapporto sempre teso tra i tifosi ed il duo società-allenatore, duo preso di mira dai taglienti striscioni della Sud giallorossa.
La seconda forza del torneo, l’Avellino, riceve il Martina, fermo al penultimo gradino della graduatoria e soprattutto in una condizione psicologica poco invidiabile. Inutile girarci intorno: il tecnico biancazzurro rischia seriamente di rimanere, dopo il pomeriggio del Partenio, senza panchina. Gli irpini d’altro canto non possono assolutamente lasciare scappare il Rimini – Cuccureddu ha detto: “Riconquisteremo il primo posto già domenica?, riponendo molta fiducia nel Foggia di Giannini – e se davvero intendono star dietro alla “lepre? biancorossa, la “legge del Partenio? (4 vittorie sulle 5 a disposizione) deve confermarsi indefessa.
Il Lanciano torna al Biondi per affrontare un Sora in aperta crisi – indetto infatti il silenzio stampa dal clan ciociaro. Se gli uomini di Pellegrino nonostante due pareggi in altrettante partite (giocate però ambedue lontano dall’Abruzzo) hanno permesso alle pretendenti per la B di staccarli un poco, la squadra di Capuano deve necessariamente dibattersi con ben altri problemi. In settimana la società bianconera ha avuto un faccia a faccia chiarificatore col tecnico per far luce sui motivi che hanno portato alla difficile situazione di classifica del Sora. Stampa e tifosi hanno “messo il muso? a Capuano, reo, a detta loro, di aver insensatamente mutato l’impostazione dell’undici ciociaro – dal 4-4-2 al 3-5-2 – ma pare che l’allenatore resterà al suo posto. Altra panchina non proprio solidissima, in ogni caso.
E a proposito di tecnici che rischiano, ce n’è uno, tra l’altro sambenedettese, che in settimana pareva avere le ore contate. Stiamo parlando di Enrico Piccioni, il quale si appresta a vivere Vis Pesaro-Chieti con più di qualche patema d’animo. L’allenatore marchigiano ha racimolato, dal momento del suo insediamento in luogo di Lorenzini, la miseria di due punti, contro i quattro del suo predecessore; come dire, non sempre i ribaltoni servono a qualcosa. In realtà i problemi dei pesaresi sono di natura puramente tecnica e se il Chieti non sottovaluterà l’impegno farà senza meno valere il proprio stato di salute (neroverdi in serie positiva da cinque domeniche).
A Cittadella, in chiave play out, è in programma una sorta di spareggio tra i granata ed il Teramo. I veneti dopo lo sfortunato derby coi cugini del Padova recupereranno tre uomini cardine quali Colussi, Musso e soprattutto Sgrigna; la debacle dell’Euganeo non ha provocato scossoni in classifica, ma un ulteriore passo falso potrebbe aprire una vera e propria crisi per Mazzoleni e soci. Il Teramo non scenderà sul terreno del Tombolato in condizioni migliori. Lo Zecchini-bis non è iniziato nel migliore dei modi: i punti in carniere sono pochi e l’infermeria è ancora piena – Vincenti, Ola e Quadrini (operati entrambi al menisco), oltre a Taua, vittima di una ricaduta dello stiramento muscolare che si porta dietro dal precampionato. Dovrà stare fermo ancora un mese.
Concludiamo la disamina dell’undicesima giornata con la gara del Fadini di Giulianova tra i locali e la Spal. In casa giuliese, come accennato a inizio articolo, sono montate le polemiche per l’arbitraggio di Rimini, “impreziosite? dalle frecciatine a distanza tra Quartiglia e Gentilini, con il primo che ha apertamente invitato il secondo a rivedere qualcosa in merito agli uomini da schierare titolari. I ferraresi non vorranno di certo recitare il ruolo della vittima sacrificale di turno e magari proveranno a bissare l’ultima prestazione esterna, ovvero la vittoria in quel di Cittadella.

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 244 volte, 1 oggi)