SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Torniamo nuovamente sulla polemica innescata dall’allenatore del Napoli Ventura, secondo il quale la supersquadra della supercittà partenopea subirebbe troppi torti arbitrali nel campionato di C1. Non ci crede nessuno, probabilmente neanche Ventura, anche perché gli avversari del Napoli, ahiloro, non si chiamano più Juventus, Milan o Inter, sorretti da potentati economici immensi, ma Chieti, Teramo, Sora e Samb. Scusate se è poco…
Ad ogni modo, torniamo sulla questione soprattutto per evitare che la Samb sia vittima di quanto avvenuto nel recente passato. Semifinale play-off 2002-03, Pescara-Samb. Prima della gara di andata si è parlato per due settimane dell’influenza di Gaucci sulla classe arbitrale. Risultato: a Pescara l’arbitro Giannoccaro consegna la vittoria al Pescara, commettendo una serie infinita di errori a sfavore della Samb tra cui la mancata concessione di un calcio di rigore per fallo del portiere Santarelli su Soncin, lanciato a rete. Forse uno degli errori più gravi commessi ai danni della Samb.
Per quale scopo Ventura si lamenta dei torti arbitrali presunti subiti dal Napoli? La risposta migliore la dà l’articolo di un onesto giornalista campano, Massimiliano Amato, che sul quotidiano “L’Articolo? scrive, tra l’altro: “Un sospetto: non è che si sta un po’ esagerando con gli alibi? Insomma, la linea di credito generosamente aperta in favore del Napoli Soccer del trio De Laurentiis – Marino – Ventura è illimitata, o è anche lecito pensare che, forse, c’è (più di) un problema strutturale che impedisce a questa squadra di decollare? Il pareggio di Teramo è altro piombo nelle ali. Che facciamo, ci mettiamo le mani davanti agli occhi e continuiamo con le lamentazioni contro il terreno di gioco infame e gli arbitri che, per non dare l’impressione di agevolarli, danneggiano gli azzurri?
È da definirsi responsabile un simile atteggiamento? Gli argomenti dei “giustificazionisti? a oltranza si distruggono da soli. Il terreno di gioco era lo stesso, sia per il Napoli che per il Teramo. E, prima di negare un (sacrosanto) rigore a Varricchio, lo scadentissimo Gervasoni aveva fatto finta di non vedere un fallo, altrettanto netto e in piena area azzurra, di Bonomi su Bondi (più o meno all’inizio della partita). Probabilmente, è il caso di cominciare a sottolineare che al Napoli manca il passo della grande squadra.
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Insomma, parliamo di calcio e non di quelle chiacchiere che rappresentano quanto di peggio c’è attualmente nel calcio di Serie A. Ha fatto bene il presidente Mastellarini a scivere al presidente di C Macalli per lamentare una serie di errori dell’arbitro Ciampi di Roma, che pure ha ben diretto: ma strategicamente quella lettera indica l’assenza di soggezione del club rossoblù e la pretesa che al San Paolo il direttore di gara designato non subisca alcun tipo di soggezione. E che vinca, veramente, il migliore.

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