SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il posticipo tra Samb e Avellino sancisce l’ultimo atto della decima giornata di campionato del girone B di C1. Una giornata che è stata fortemente condizionata dalle difficili condizioni climatiche (freddo, vento e pioggia) che si sono abbattute negli ultimi giorni nella nostra penisola. I match per esempio disputati in Abruzzo – una ventina le partite di serie minori rinviate in questa regione, proprio a causa del maltempo – non hanno in pratica regalato alcuna emozione: sia a Teramo (dove era di scena il Napoli) che a Chieti (neroverdi opposti al Lanciano) le squadre si sono date battaglia nel fango. Novanta minuti tutto cuore e determinazione, occasioni da rete con il contagocce, l’agonismo a farla da padrone. Teramo-Napoli è stata ravvivata unicamente dalle polemiche di marca azzurra dopo il 90° circa un presunto rigore non concesso per fallo di Ola su Varricchio. Probabilmente i due direttori di gara – il signor Orsato a Chieti e Gervasoni a Teramo – avrebbero fatto meglio a rimandare le due partite. Ma si sa, oramai persino in terza serie il calendario è diventato piuttosto compresso: recuperare infrasettimanalmente un incontro, costituirebbe un problema.
Ma torniamo al match clou della giornata. Il campo pesante anche a San Benedetto – tanta pioggia nei giorni e nelle ore subito precedenti la partita – ha condizionato la gara, specie nel secondo tempo. Per 45 minuti però, lo spettacolo non è mancato ed anche se occasioni per bucare la rete avversaria se ne sono contate poche, rossoblu e irpini hanno ancora una volta confermato tutte le proprie qualità fisiche, tecniche e caratteriali. Se i campani non sono una sorpresa – sin dalla vigilia del torneo l’Avellino rappresenta uno dei probabili favoriti al salto di categoria – concedeteci di soffermarci un attimo a tessere le lodi degli uomini di Ballardini che, sostenuti dal solito numeroso e caloroso pubblico rivierasco, ai punti avrebbero forse meritato di vincerla questa partita. I marchigiani perdono sì qualche punto dalla vetta della classifica, ma restano in piena zona play off. Inimmaginabile tutto questo nemmeno due mesi fa. Gli uomini di Cuccureddu invece perdono la vetta, ma tutto sommato possono ritenersi soddisfatti di essere usciti indenni da un campo tradizionalmente ostico. E non solo per loro.
Parlavamo della testa della graduatoria: c’è il Rimini, che ritrova la prima posizione in un torneo di C1 dopo circa un ventennio. L’ultima volta era stata nella stagione ’87/’88 (vi rimasero per una sola giornata), oppure in quella edizione ’84/’85: era la squadra allenata da Arrigo Sacchi, la quale dopo un girone di andata sorprendente, crollò in quello di ritorno. L’altro ieri i romagnoli hanno liquidato senza faticare più del dovuto un Giulianova (sconfitto dopo sette punti in tre gare) che a parte contestare l’operato dell’arbitraggio può “attaccarsi? a poco: biancorossi devastanti nel pressing e nelle trame offensive partorite dai vari Ricchiuti, Floccari e Muslimovic. Sesta rete stagionale per l’attaccante bosniaco (quante ne aveva siglate complessivamente l’anno passato a Padova) e migliore reparto offensivo del campionato insieme a Reggiana e Padova – tutte e tre le compagini possono vantare un bottino pari a 17 marcature. Unico neo biancorosso: troppe reti incassate. Nove.
La seconda forza del girone, a pari merito con l’Avellino, è la Reggiana di Bruno Giordano che al Giglio “stritola? il Martina e ritrova quel successo che mancava da quattro turni. Cinque reti per Borneo (doppietta e primo rigore realizzato per i granata, i quali sinora ne avevano falliti tre su tre) e company e poco importa se l’estremo difensore emiliano perde l’imbattibilità – opera del solito Da Silva – dopo ben 400 minuti; la “Regia? insieme alla Samb vanta la difesa meno perforata, oltre a fregiarsi del merito di non avere mai conosciuto sconfitta, sul proprio campo come in trasferta.
Primati al contrario: il Martina incappa nella quinta sconfitta su cinque lontano dalle mura amiche.
A inseguire il tandem Avellino-Reggiana un Padova che vince il suo terzo derby con il Cittadella e lo fa col minimo sforzo: una doppietta di Matteini (raggiunto, a quota 7, Soncin, capocannoniere della divisione est) è sufficiente a spegnere le velleità dei granati i quali giocano meglio nel primo tempo ma vedono acuita la propria sterilità offensiva a causa dell’assenza dell’ultima ora di Sgrigna.
Di Lanciano e Samb (attaccate in graduatoria ai biancoscudati, a quota 17) abbiamo già detto. Tre lunghezze più indietro troviamo il Chieti e la Fermana. La Cari-band non finisce di stupire: dopo due sconfitte che avevano avuto il potere di rovinare (quasi) del tutto il bell’inizio di torneo, un’altra impresa in trasferta – dopo quelle di Teramo e Foggia. Ebbene sì, chiamiamola impresa perché segnare sei gol in trasferta non è cosa che appartiene all’ordinario. Bucchi (tripletta) e soci approfittano di una scombinata difesa ciociara (dal modulo a quattro difensori Capuano passa a quello a tre). 10 reti in un incontro di C ( e non solo) si fanno fatica a ricordarle; dovremmo di certo andare indietro di svariati decenni.
I canarini beneficiano dell’innesto in pianta stabile del centrocampista Kalambay e del modulo a due punte, i bianconeri invece vedono la contestazione dei propri tifosi ai danni di mister Capuano e la società optare per il silenzio stampa. A margine annotiamo la difesa ciociara come la peggiore del girone: 20 reti al passivo, in media due a partita.
A metà classifica troviamo pure Spal e Foggia che nell’incontro del Paolo Mazza si annullano vicendevolmente: buona partenza dei ferraresi che trovano il gol dopo un paio di minuti, poi escono fuori gli ospiti che presi per mano da un Oliveira in crescita, trovano la forza per rimettere in piedi il match. Un punto che serve poco a tutte e due le squadre; maggiore soddisfazione – relativa visto che i rossoneri non vincono da quattro domeniche – per i pugliesi, costretti a giocare con un uomo in meno per tre quarti di ripresa.
L’analisi della decima giornata si conclude con la gara tra Benevento e Vis Pesaro. Vincono i sanniti di misura (Di Nardo toglie le classiche “castagne dal fuoco?), ma il clan giallorosso non può cullasi troppo sugli allori: i marchigiani, ultimi non a caso, sono una delle peggiori compagini del girone. Hanno un organico ristriminzito e, come se non bastasse, l’altro ieri al Santa Colomba sono stati costretti a fare a meno, tra infortuni e squalifiche, a ben sei titolari. Gli uomini di Benedetti – rientrato in panchina dopo le dimissione annunciate e poi subito ritirate nello spazio di 24 ore – hanno faticato più del dovuto per vincere una gara fondamentale: adesso la classifica per i campani è un poco meno preoccupante, ma i problemi restano, specie in difesa, dove ci si affida al solito Lotti. Decisivo, in un paio di circostanze, il portiere sannita.
E la Vis? A nulla sono serviti il silenzio stampa ed il ritiro punitivo deciso dal sodalizio pescarese; abbiamo la sensazione che se il presidente Bruscoli entro gennaio non si farà venire qualche idea in sede di calciomercato, la C1 il prossimo anno dovrà fare a meno di una formazione marchigiana…

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