NAPOLI – Oggi pomeriggio il Napoli riprende la preparazione in vista della sfida del San Paolo contro la Sambenedettese. Dovranno essere verificate le condizioni del difensore Alberto Savino, fermo da oltre un mese, che potrebbe fare il suo rientro proprio domenica prossima. Prosegue invece il programma di lavoro differenziato per l’altro infortunato Nicola Pozzi, il quale non è ancora pronto per indossare la maglia da titolare.
Infermeria a parte, il “verbo? azzurro deve essere all’insegna del ritrovamento della concentrazione probabilmente persa in queste ultime ore, alla luce delle infuocate polemiche per gli arbitraggi sfavorevoli cui hanno dovuto far fronte i partenopei. La gara “pattata? a Teramo non è ancora stata completamente metabolizzata dall’entourage azzurro che si è sentito preso di mira dalle giacchette nere di terza serie; stavolta l’episodio incriminato è un presunto fallo da rigore di Ola allo scadere della partita su Varricchio. A guardar bene però, l’arbitro avrebbe potuto pure sanzionare un’irregolarità di Bonomi sul teramano Bondi, già nel primo tempo.
In ogni caso qui in Campania si sentono defraudati e il signor Gervasoni di Mantova va a fare compagnia ad altri suoi colleghi. Pensate un po’, in dieci partite di campionato disputate gli azzurri avrebbero di che lamentarsi in quasi tutte le circostanze. Il direttore sportivo Pierpaolo Marino nel dopogara abruzzese aveva giurato di essere pronto a preparare un dossier da spedire a Lega e Federazione con tutti gli episodi incriminati ed il calcolo dei punti perduti. Il ds campano aveva infatti dichiarato: “Vogliamo equità, comportamenti univoci e leali. Invece, ogni arbitro che ci dirige, per dimostrare di non subire alcuna pressione psicologica al cospetto di una grande società, eccede in maniera opposta e fischia addirittura contro di noi. E’ già capitato troppe volte, adesso basta!?.
In realtà Marino non ha ancora spedito niente negli uffici di Lega e Federazione, si è limitato a fare qualche telefonata per manifestare il dissenso del clan azzurro, ma il clima di rabbia a Napoli, tra gli addetti ai lavori e gli organi di informazione, non è mutato. La redazione del sito “calcionapolinews.it? ha addirittura parlato di “sindrome di Collina?, indicando con tale appellativo la presunta sudditanza psicologica degli arbitri nei confronti di una squadra grande e blasonata, per cui sono indotti sempre a fischiare nel dubbio contro il Napoli, per dimostrare di essere forti e bravi come Collina.
Venendo alle questioni del campo, la partita dell’altro ieri ha dato, a sentire il tecnico Ventura, delle importanti indicazioni: “Ho avuto conferme – afferma il trainer ligure – questa squadra c’è e reagisce. Mi ha confortato l’atteggiamento dei miei uomini, sono stati tenaci e reattivi?. Di spunti tecnici, in virtù delle pessime condizioni del terreno di gioco del Comunale, non si può disquisire troppo, Ventura prova comunque a evidenziare quanto di buono il proprio undici ha mostrato contro i biancorossi abruzzesi: “Con una partita del genere non è possibile parlare di modulo, saltano schemi e atteggiamenti tattici, si fa la guerra nel fango, va avanti chi sa stringere i denti e lottare. Tutti i reparti sono stati all’altezza della situazione, agli avversari poi la nostra difesa ha concesso pochissimo, mi sembra che Belardi abbia avuto poco da lavorare?.
Ventura invece avrà ancora da lavorare sui meccanismi azzurri, ed anche molto. Se si vuole imboccare la strada che porti almeno nelle quattro posizioni utili per disputarsi gli spareggi, si debbono recuperare quattro punti a Lanciano, Padova e Sambenedettese, quest’ultima prossima avversaria del Napoli allo stadio San Paolo, appollaiate tutte a pari merito sul terzo gradino della graduatoria. Sarebbe assai importante rosicchiare ai marchigiani tre punti: si penserebbe alla questione degli arbitraggi quantomeno con molta più calma…

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