*Domenica 7 Novembre è stata inaugurata a Spinetoli una nuova sezione del Partito dei Comunisti italiani e a farlo è stato in prima persona il presidente di questo partito, Armando Cossutta. È stata anche un’occasione per parlare del suo libro, da poco uscito, “Una storia Comunista”.
Fra i tanti temi di cui si è parlato, torna in primo piano il punto critico della Politica fatta ad uso e consumo di interessi puramente elettorali, di come i Partiti e soprattutto i DS, cerchino di spostare verso il “centro” la ricerca di un consenso che li porterebbe a vincere le prossime competizioni elettorali e di conseguenza tornare al governo di questo Paese. Importante, a mio modo di vedere, è iI punto politico e di discussione che l’apertura di questa nuova sezione del PdCI suscita per le novità di rilievo che porta con sè.
In primo luogo si può osservare che, nel Comune di Spinetoli, prima e dopo il voto del giugno scorso, si è aperta una riflessione importante nella Sinistra locale che ha di fatto cancellato il monopolio dei DS, da sempre punto di riferimento politico e amministrativo di questa comunità.
La scelleratezza di una inesistente quanto inefficace capacità politica dei suoi uomini di punta, a cominciare dal Sindaco uscente per finire a quello attuale nonché ex Segretario della sezione locale dei DS, ha portato di fatto alla rottura degli equilibri interni del Partito. Rottura che ripercorre quanto è successo un po’ in tutte le realtà del centro-valle. Dì fatto è riemersa pericolosamente anche la destra
politica a Spinetoli, destra che era data per scomparsa o inesistente fino a cinque anni fa. Si può facilmente dedurre che qualche errore ha pesato nelle decisioni e nei comportamenti di una classe politica distintasi più per la voglia di “spartire” che per la volontà di creare.
Nonostante le consultazioni elettorali passate hanno dato un segnale politico importante in questo senso, si continua, nei DS, a tagliare le voci del dissenso, perseguendo politiche unilaterali spronate dagli interessi di pochi e continuando su un binario morto e isolato dal resto della società civile. Si è arrivati ad
un circolo chiuso solo ad esclusivo uso degli addetti ai lavori e senza quella ricerca dei confronto aperto tipico della politica di una forza che dicesi di sinistra, ma che ne contraddice nei fatti l’etica e i valori fondanti.
Naturalmente, quelli che hanno un diverso senso dell’impegno polìtico e che altresì non hanno l’etica e la morale politica sotto i piedi, si organizzano e discutono su come contrastare questo sfascio che danneggia innanzitutto un territorio che deve risolvere problematiche urgenti e vitali alle quali, tutte le lotte intestine che andranno a ridefinire gli organismi dirigenti dei DS, non danno soluzioni, ma solo
incertezza e scarsa visibilità.
Il travaglio politico che ha infiammato il comune di Spinetoli sicuramente avrebbe meritato una maggiore attenzione da parte dei vertici Diessini, ma evidentemente sia Sciamanna che Agostini avevano il solo interesse di piazzare la loro pedina, Mandozzi, alla Provincia, noncuranti di tutto quello che costui aveva ed ha combinato, a livello politico e amministrativo, portando di fatto alla frantumazione un Partito e, in modo ancor più incomprensibilmente ostinato, fallire nella corsa alla
Presidenza della Provincia, per essere poi ripescato, nel più classico degli accordi post-elettorali, con l’incarico di vice-Presidente.
Questa disamina dei fatti, porta a concludere il ragionamento sul perché si sia formata e organizzata una nuova sezione del PdCI a Spinetoli che raccoglierà sicuramente tutti gli iscritti del centro-valle ed innalzerà il livello del dibattito politico nel nostro Comune.
In un territorio fertile come il nostro, questo non sarà sicuramente l’unico atto di cui andremo a testimoniare. È certo che anche Rifondazione Comunista si sta muovendo per organizzare il proprio circolo, per muovere e promuovere una più incisiva azione politica soprattutto da Sinistra. Ma di questo, spero, ne riparleremo più in là.
*Carlo Cosenza

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