SAN BENEDETTO DEL TRONTO – San Benedetto si appresta a diventare un importante punto di unione tra la ricerca scientifica e la sua applicazione concreta nel mondo produttivo locale: ciò sarà possibile grazie alle sinergie che vedono assieme la Facoltà di Agraria dell’Università Politecnica delle Marche e il Centro Agroalimentare.
Oggi infatti è stata presentata alla stampa e alla città la convenzione tra i due enti che prevede un periodo di formazione di tre mesi degli studenti presso le strutture del Centro Agroalimentare Piceno.
“In questo modo riusciremo a coniugare i saperi scientifici – ha spiegato il preside della Facoltà di Agraria Natale Giuseppe Frega, presente assieme al professore sambenedettese Silverio Ruggieri – con le necessità del territorio.? Un’iniziativa sicuramente molto utile dato che San Benedetto con il suo distretto agro-ittico-industriale rappresenta il secondo polo italiano del settore. Gli studenti, inoltre, saranno prevalentemente residenti a San Benedetto o nelle zone limitrofe, per cui, ha continuato il prof. Frega, “si tratta di una ricaduta culturale nel territorio elevatissima.?
Ma il matrimonio tra università e mondo produttivo sambenedettese e piceno non dovrebbe fermarsi qui. Ad Ascoli Piceno nel mese di dicembre dovrebbe essere sottoscritto lo statuto dell’Accademia della Scienza degli Alimenti, con cui collaboreranno le più grandi personalità scientifiche italiane e straniere, tra cui il Nobel statunitense Cary Mullis: si tratterà di creare un pool di esperti di Agraria e di Medicina che possano studiare la conservazione e l’igiene degli alimenti.
Tra la Facoltà di Agraria e il CAAP sono comunque in cantiere altre iniziative: il 18 dicembre è previsto un convegno intitolato “Miele, olio di oliva, vino…?, tendente a valorizzare i prodotti di stagione del Piceno. Nella prossima Primavera invece potrebbe tenersi un convegno sugli Omega 3, grassi naturali benefici per la salute umana e attualmente ritenuti una vera e propria medicina, che possono però essere ricavati dal recupero degli scarti ittici. Proprio questo tema potrebbe lanciare San Benedetto alla ribalta nazionale, perché attualmente l’Italia importa quasi integralmente gli Omega 3 e non esistono poli di produzione italiana significativi. “Cerchiamo comunque – ha ribadito il prof. Frega – l’appoggio sia del settore pubblico che di quello privato, tenendo presente che noi siamo qui per risolvere i problemi di chi, ogni giorno, lavora in questo settore.?
“Non possiamo che essere fieri di questa collaborazione – ha detto il direttore del CAAP Ennio Spinozzi – che cercheremo di sviluppare nel migliore dei modi. Purtroppo l’immagine del Centro Agroalimentare è offuscata per questioni societarie che sono sempre riprese dai giornali, eppure ci teniamo a far sapere che siamo attivi in questo tipo di iniziative.?
Il presidente del consiglio di amministrazione del Centro Agroalimentare, Gianni Balloni, ha ribadito che “il collegamento tra formazione ed occupazione è importantissimo per risolvere i problemi del settore produttivo locale, in particolare di quello ortofrutticolo che è in un momento assai critico.?

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