SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Nona giornata di campionato nel girone B. 16 le reti realizzate. Quattro vittorie interne, tre exploit fuori casa e due pareggi, questa la sintesi dei risultati maturati ieri pomeriggio.
Una giornata che ha regalato tutto sommato delle (mezze) sorprese e mi riferisco alle affermazioni esterne di Rimini, Sora e Spal, ma pure alla vittoria del Napoli ed al pareggio dell’Angelini di Chieti.
La nostra analisi parte come di consueto dalle zone nobili della classifica, dove Avellino e Rimini hanno accennato ad una primo piccolo tentativo di fuga: due punti di vantaggio in un torneo che si sta sempre più mostrando all’insegna dell’equilibrio e dell’incertezza, non rappresentano certo un capitale, ma non sono nemmeno da disprezzare.
Successi diversi quelli di irpini e romagnoli. I primi battono, non senza faticare, un Padova privo dei gioielli La Grotteria e Cecchini, ma non orfano della solita organizzazione di gioco e della voglia di continuare a recitare un ruolo di assoluta protagonista, dopo aver collezionato 13 punti in cinque partite. L’Avellino è animato dall’intento di mettere a tacere le “malelingue?, ovvero coloro che sostengono che i “lupi? non sono più capaci di vincere ed alla fine, nonostante il gol subito dopo nemmeno un minuto di gioco ad opera del patavino Greco (tra l’altro poi infortunatosi e che sarà costretto, notizia di oggi, a restare fuori due mesi), fa propria la gara grazie ad un Millesi formato super e ad un giovanotto (36enne) che risponde al nome di Massimo Rastelli. Risultato a parte le due squadre ieri pomeriggio hanno confermato che con ogni probabilità staranno lassù fino alla fine.
Il Rimini si riscopre, dopo Fermo, nuovamente “pirata?, stavolta in quel di Martinafranca, anche se con un pizzico di fortuna: ringraziamenti sentiti a Da Silva che spreca un’occasione incredibile da due passi, a Di Giulio che salva sulla linea un colpo di testa di Chiarini e alla traversa su cui “muore? la punizione di Cazzarò. Ci pensa il solito Muslimovic, alla quinta marcatura stagionale. I padroni di casa perdono l’imbattibilità al Tursi ed ora li attende il ritiro annunciato dalla società pugliese.
Sulla terza poltrona della graduatoria “siedono?, udite udite, la nostra Samb ed il Lanciano. I rossoblu dopo un primo tempo all’insegna del reciproco studio hanno la meglio su di un Teramo che tutto sommato non dispiace, ma che appena incassa la prima rete di Vidallè – prima doppietta stagionale per il “gaucho?, la terza rete nel bilancio complessivo – si scioglie come neve al sole: un altro gol, un’ espulsione ed il rischio sempre imminente di capitolare per la terza volta. Pare che la posizione di mister Foschi vacilli: ritorna Zecchini? Nota a margine – neanche tanto… – la dura contestazione della tifoseria abruzzese che ha accolto il pullman della squadra di ritorno dalle Marche con sputi, uova e insulti di ogni genere.
Il Lanciano deve invece ritenersi fortunato se alla fine è uscito indenne dalla “tana? del Foggia: un match a senso unico in cui i frentani sono riusciti a capitalizzare l’unica occasione avuta. Spreconi invece i satanelli che convivono col solito problema di “anemia? da gol. Non basta una condotta di gara tutta grinta e cuore gettato al di là dell’ostacolo per incamerare quei tre punti che mancano dalla gara interna col Giulianova; il pari è riacciuffato solo a tre minuti dal 90° grazie ad un capolavoro dell’attaccante italo-svizzero Carmine Pascariello. Un punto che va dunque stretto agli uomini di Giannini, mentre gli abruzzesi stavolta debbono ringraziare l’estremo difensore Cano, anche se fare risultato in simili giornate è sintomo in primis di fortuna (che non guasta mai!) ed in secundis di compattezza ed organizzazione.
Un altro pari è quello tra Chieti e Reggiana – ma meritano di più i primi. Deludono un pochino i granata (Borneo piuttosto in ombra), al di sotto delle attese, anche se denotano la solita quadratura, mentre i neroverdi confermano, se mai ce ne fosse stato bisogno, di non aver violato il San Paolo per caso: la squadra di Donati mostra vivacità, dinamismo e una certa consistenza tecnico-tattica, ma non riesce a tramutare in gol la grossa mole di gioco prodotta. Guariniello pare troppo solo là davanti e forse, se a gennaio arrivasse qualche rinforzo per l’attacco, questo Chieti potrebbe dare fastidio a diverse formazioni.
Alleluia Napoli! I partenopei mettono fine ad un digiuno che durava dallo scorso 6 ottobre, data del recupero serale della prima giornata di campionato contro la Vis Pesaro e riescono a vincere il primo derby della storia con i corregionali del Benevento. Nuovo modulo per gli azzurri – passati dal 5-3-2 al 4-4-2 suggerito da De Laurentiis, con Abate e Toledo sulle corsie esterne – che palesano qualche progresso sul piano della grinta e del gioco (senza, ben inteso, entusiasmare) e che in ogni caso non si lasciano completamente alle spalle antiche sofferenze: forcing sannita nel secondo tempo (troppo tardi) e rigore di Cutolo sventato da Belardi. L’altra sponda campana ha un poco, ma veramente poco, da recriminare.
Rinascita va chiamata anche quella che vede protagonista la Spal (tre punti in un colpo solo dopo averne raccolti appena altrettanti nelle ultime cinque sfide) vittoriosa allo stadio Tombolato di Cittadella. Un “golletto? – non possiamo chiedere troppo agli estensi: terzo peggiore attacco con sette centri – basta e avanza per far ricadere i veneti nell’ “incubo? casalingo, praticamente inespugnabile l’impianto cittadellese per i granata, anche se si tratta della prima sconfitta interna. L’ultimo posto torna adesso a distare due lunghezze.
E a proposito di bassa classifica annotiamo i moti d’orgoglio di Giulianova e Sora. Gli abruzzesi prevalgono sulla Fermana – che le è successo?, due sconfitte dopo altrettante vittorie per l’ex sorpresa del torneo – in una partita non bellissima che gli uomini di Gentilini riescono a controllare con discreta tranquillità. Del Grosso e Cozzolino regalano una bella boccata d’ossigeno ai giallorossi che ora hanno scavalcato la zona “calda? della graduatoria.
Lì, proprio lì dove i numeri sono sinonimo di preoccupazione e timore, rimane impelagata la Vis Pesaro, vittima nuovamente della “sindrome da Benelli?: mai una gioia da tre punti tra le mura amiche per i biancorossi. Ieri è passato anche il Sora che ha battuto cassa dopo una partita ben giocata, controllando con la necessaria scaltrezza il gol di Ferraresi. D’altro canto la Vis ha tutt’altro che demeritato, ma se non butti la palla dentro (cinque centri e peggiore attacco del torneo insieme al Martina) l’ultimo posto è l’inevitabile conseguenza.

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