SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Quando Umberto Mastellarini, sul finire di una calda estate, ha rilevato la Sambenedettese, non pensava che dopo nove giornate si sarebbe trovato al terzo posto e a due sole distanze dalla vetta. Questo perché l’eredità dei Gaucci era poco più di un titolo sportivo: pochissimi tesserati, un pubblico da riconquistare, nessuna base su cui costruire. Vincenzo D’Ippolito in fretta e furia ha allestito la squadra nelle ultime ore al calciomercato di Milano. Qualche scettico ha subito obiettato che più che ad una salvezza tranquilla, la Samb non avrebbe potuto sperare. L’allenatore inesperto, i troppi giovani, le cose fatte in poco tempo: le speranze sembravano poche. Su queste colonne avevamo invece sottolineato come la Samb avesse solo bisogno di un po’ di tempo per carburare, e che poi ci sarebbe stato il tempo per lo sprint. Così è stato. La prova di forza sul Teramo ha fugato ogni dubbio su una compagine che ha perso la sua unica partita in pieno recupero, seppur contro una squadra non trascendentale (Vis Pesaro) e tra le mura amiche. Il pubblico comprese che quel ko poteva essere guardato come un incidente di percorso, e non ha mai fatto mancare il proprio incitamento ad una squadra rifatta ex novo dopo un anno di patimento a causa delle liti tra il Comune e i Gaucci. Mastellarini è uno che di calcio ne sa, ma anche chi ha fatto la squadra ha scelto con saggezza. Diversamente, non si spiegherebbero le tante richieste di accredito di osservatori di squadre di categoria superiore, che arrivano in massa al Riviera per cercare di carpire il segreto di tanti giovani (da Spadavecchia a Favaro, da Cigarini ad Amodio) che giocano insieme per la prima volta ma che già sono riusciti a formare un pregevole gruppo. E poi c’è sempre quel Vidallè che, quando c’è da metterla dentro, non si fa tanto pregare. Così, la Samb ha riacceso la torcida marchigiana, pronta a scortare la truppa di Ballardini, un allenatore alla prima esperienza ma che già fa parlare di sé. Dove può arrivare la Samb ce lo dirà la classifica primaverile, ciò che è certo è che di questo passo gli anni migliori potrebbero non essere solo un ricordo”.
da tuttalac.it

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