Sono aumentati, nelle Marche, gli infortuni mortali sul lavoro. Nel 2003, secondo il rapporto dell’Inail, sono stati 58 con un aumento del 31,8% rispetto all’anno precedente: 6 in agricoltura (+20%), 51 nell’industria e nei servizi (+34,2%) e uno tra i dipendenti per conto dello Stato. In compenso sono diminuiti gli infortuni sul lavoro nel loro complesso: 37.679 con un calo del 2,9% sul 2002 e in percentuale doppia rispetto al dato nazionale dell’1,5%.
Cresciuti, invece, gli “infortuni in itinere” del 3% e gli infortuni occorsi ai lavoratori extracomunitari e ai cosiddetti lavoratori atipici (parasuborninati e interinali). Per gli extracomunitari le denunce presentate sono state, lo scorso anno, 5.277, di cui 11 mortali, pari a circa il 14% del totale regionale, a fronte di una media nazionale dell’11%. Una media così elevata – dice il rapporto Inail – può essere spiegata con l’emersione di lavoratori già presenti, con l’ingresso di nuove forze e con la tipologia di attività cui sono generalmente impiegati.
Per quanto riguarda i lavoratori parasubordinati, su un valore medio di 70 mila unità presenti nelle Marche, sono stati denunciati 354 casi di infortunio, pari allo 0,5% del totale dei contratti di collaborazione (7,4% il dato nazionale). Nell’ambito degli interinali si assiste, invece, a un sostanziale aumento: 553 unita’, +13,8%. Circa gli infortuni mortali, la provincia con il maggior numero di casi è quella di Ancona: 21, pari al 36,2% del totale regionale, mentre quella con il minor numero è Macerata: 5 casi, ridotti del 50% rispetto all’anno prima. Dei 51 casi di decessi riferiti al settore industria e servizi, 25 (di cui 14 ad Ancona) si sono verificati nell’industria vera e propria e 20 nell’artigianato (di cui 8 ad Ascoli Piceno).

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