TERAMO – Archiviata la partita di andata di Coppa Italia, i biancorossi ieri sono tornati al lavoro con la testa rivolta al delicato match di San Benedetto del Tronto. Una partita pressoché fondamentale, visto che poi tra dieci giorni al Comunale arriva il Napoli Soccer di De Laurentiis, ed anche perché sino ad ora si è perso già troppo terreno in classifica. Urgono punti e certo i rossoblù non sono avversario abbordabile. Una sorta di derby tra l’altro con le città divise da poche decine di chilometri e le due tifoserie da un’accesa rivalità.
Concentrazione e consapevolezza dell’alta posta in palio dunque per Foschi ed i suoi giocatori, i quali hanno tratto giovamento, mi riferisco al morale, dalla vittoria contro la Lodigiani, ma ora bisogna dare assolutamente un seguito ai miglioramenti intravisti domenica scorsa al cospetto del Giulianova e l’altro ieri a Roma.
Contro la Samb torna disponibile, dopo il turno di squalifica, il bomber Beretta (andato a segno in Coppa Italia). Ci sarà anche Occhipinti, mentre Taua e Vincenti sono costretti al forfait (il giocatore di colore è fuori praticamente da inizio campionato per colpa di un fastidioso stiramento). In dubbio Quadrini che ieri non si è allenato, mentre per il reparto arretrato pare probabile la riconferma di Marco Aurelio – in campo con la Lodigiani – il quale ha denotato una buona intesa con il compagno di difesa Ola. A centrocampo merita fiducia il duo Nicodemo-Cardinale.
SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Permetteteci di ricordare, l’anniversario della morte di un presidente che è stato, senza retorica, un esempio di semplicità e bontà come uomo e al tempo stesso di abilità e saggezza come personaggio nel mondo dello sport: Ezio Angelucci, ex patron del Lanciano, scomparso giusto un anno fa, il 5 novembre del 2003. Lo ricordiamo rammentandovi lo striscione esposto dai tifosi della Samb la stagione scorsa in occasione della trasferta abruzzese: “Ieri il vero calcio di Angelucci…?; il messaggio rossoblù continuava con un pensiero per Gaucci, ma…lasciamo stare, ci è sufficiente questa prima parte del pensiero dei tifosi sambenedetesi per sapere che la stima nei confronti di una persona vera e “ruspante? oltrepassa le divisioni e le rivalità, nel calcio come in ogni altro aspetto dell’esistenza di noi tutti.

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