CUPRA MARITTIMA – È accaduto un fatto nuovo nell’edilizia cuprense. Infatti, lo scorso giovedì 28 Ottobre è iniziata la demolizione del silos del consorzio agrario, venduto dall’ente Consorzio Agrario del Piceno per risanare i suoi debiti, per fare spazio a dei nuovi palazzi per la civile abitazione.
Il silos, che si trovava all’inizio di via Adriatica Sud, oltre a svolgere la sua funzione di raccolta dei cereali, rappresentava una pregevole testimonianza di un periodo storico di cui a Cupra restano sempre meno tracce, quello del ventennio fascista, e del dopoguerra. Infatti, chi si fosse fermato ad osservarlo avrebbe potuto notare sulla facciata anteriore le scritte AD 1935 XV E F (Anno Domini 1935 XV dell’Era Fascista) e due fasci littorii che dopo la caduta del regime erano stati portati via, ma che erano ancora perfettamente visibili.
Il momento storico in cui si inserisce la costruzione del silos è tra i più controversi della storia del nostro paese. Tra il 1935 e il 1936, con la guerra in Etiopia, all’Italia vengono comminate le sanzioni economiche; è il periodo dell’autarchia economica, ma un altro fatto importante riguarda l’agricoltura italiana, infatti già da qualche anno è stata lanciata la “Battaglia del grano?, voluta da Mussolini per il raggiungemento dell’autosufficienza nella produzione del grano e l’Italia proprio in questi anni persegue tale scopo e diviene anche un paese esportatore. Nel nostro paese si iniziano a costruire migliaia di silos, come quello di Cupra, qui nella nostra zona ricordiamo che ce n’erano (e non sono stati demoliti) anche a Grottammare, a San Benedetto e a Porto d’Ascoli, tutti lungo la ferrovia per poter rendere più agevole lo spostamento dei cereali.
A questo punto resta solo il rimpianto che nulla sia stato fatto per salvare quest’opera dalla demolizione, che un’altra parte della memoria storica della comunità cuprense sia stata cancellata per fare spazio ad altri palazzi, e che ancora una volta tutto questo accada con il totale disinteresse dei più.

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