SAN BENEDETTO DEL TRONTO – E’ trascorsa un’altra giornata di campionato, l’ottava per la precisione, che ha detto cose importanti. Innanzitutto la testa della classifica ora è una questione per ben tre formazioni – quelle che senza dubbio hanno mostrato sinora il gioco e l’organizzazione migliori – ovvero il Lanciano, il Rimini e l’Avellino, quest’ultimo agganciato in vetta da rossoneri e romagnoli.
La giornata ha pure ufficializzato la crisi del Napoli (la società ha deciso di mandare la squadra in ritiro), mentre ha fatto luce sulla forza e la qualità di Reggiana e Samb, le quali pur annullandosi a vicenda nel match del Giglio hanno dato vita ad una gara di rara intensità agonistica e di accettabilissimi contenuti tecnici. In coda fa notizia la prima gioia (che vale tre punti) per il Cittadella che costringe il suo avversario, la Vis Pesaro, ad accomodarsi in ultima posizione.
L’ottava giornata va in archivio con le immancabili sorprese; un girone B che sinora mai si è dimostrato scontato, che anzi sovente è sfuggito a pronostici ed attese.
La prima mezza sorpresa viene dal Santa Colomba – un leit motiv invece gli incidenti tra polizia e tifosi, nella fattispecie quelli avellinesi, in seguito ai quali è finito in manette un fan irpino – dove gli uomini di Benedetti sono riusciti a “mettere la museruola? alla banda di Cuccureddu che dopo i primi 45 minuti, in cui ha palesato una migliore organizzazione di gioco, è andata in crisi, anche a causa dell’espulsione di Puleo. I giallorossi hanno tentato di vincere e anche se i maniera non sempre ordinata, hanno dato al match un’impronta arrembante mettendo in campo due punte, altrettante mezzepunte (Molino, Matrolilli, De Palma e Di Nardo) e soprattutto una determinazione che da queste parti non ricordavano da un po’ di tempo.
Il Lanciano ieri ha colto tre punti importantissimi, specie alla luce delle numerose defezioni cui ha dovuto fare fronte – nonostante i recuperi dell’ultima ora di Cingolani, Chigou e Ticli, all’appello sono mancati i vari Finetti, Amita, Bussi, Mezavilla, Conti e Masini. Ci ha pensato il solito Andrea Soncin – al suo settimo sigillo stagionale ed al primo posto nella classifica dei capocannonieri del girone – a regalare un fondamentale successo ai danni del Martina. I pugliesi sono vittime delle immancabili amnesie in formato trasferta (quattro sconfitte su quattro) ed hanno mal digerito la “Caporetto? in terra abruzzese, come ha dimostrato il gesto dell’allenatore Chiancone, il quale a fine gara non ha raggiunto gli spogliatoi per le interviste di rito.
Vittoria scaccia-crisi quella del Rimini che riesce nell’impresa di interrompere il ciclo positivo della giovane Fermana (quattro risultati utili nelle ultime giornate e due vittorie di fila), che ha forse pagato pedaggio in quanto ad esperienza. La poca dimestichezza a gestire determinate fasi dell’incontro da parte dei canarini ha fatto sì che gli uomini di Acori potessero portare in Romagna un risultato che di colpo cancella le recenti battute d’arresto. Fa notizia soprattutto il fatto che il gol sia venuto dalla trasformazione di un calcio di rigore, dopo ben quattro errori dagli undici metri, tra campionato e Coppa Italia di C. Nota di merito dunque per Russo autore del tiro che sconfigge la maledizione dei tiri dagli 11 metri per i biancorossi.
Reggiana e Samb raccolgono un punto a testa nel big match della giornata e nonostante la gara sia terminata a reti bianche, lo spettacolo non ne ha certo risentito visto che le due formazioni hanno tentato in tutti i modi di superarsi. Meglio i rossoblu nel primo tempo, mentre nella ripresa sono usciti fuori i granata, grazie anche all’innesto di Borneo – al rientro dopo l’incidente di Cittadella alla seconda giornata. E’ pur vero che le occasioni migliori sono state dei marchigiani (la fuga di Canini verso la porta di Paoletti allo scadere ha costretto Minetti al fallo da ultimo uomo per evitare alla propria quadra la capitolazione), ma i padroni di casa hanno spinto di più nei secondi 45 minuti, costringendo gli ospiti ad agire di rimessa. Una conferma, positiva, in ogni caso , per ambedue le contendenti. Saranno protagoniste sino alla fine.
Spal e Padova nel posticipo serale hanno dato vita ad un incontro ricco di gol. L’hanno spuntata i patavini che espugnando il Paolo Mazza si sono candidati a recitare il ruolo di squadra, al momento, più in forma dell’intero torneo. 13 punti in cinque gare rappresentano indubbiamente un bottino che sa di promozione. Si attendono in ogni caso conferme.
Ieri sera i veneti grazie alla doppietta di Matteini (al quinto gol stagionale) hanno vinto la seconda gara consecutiva della gestione Cestaro; impotente la Spal che non è parsa mai del tutto in partita e che ora, dopo l’inatteso capitombolo casalingo, deve cominciare forse a preoccuparsi anche per quanto concerne il proprio rendimento tra le mura amiche: dopo le vittorie nei primi due match in Emilia (contro Sora e Martina) non è mai più riuscita ad accaparrarsi l’intera posta.
Il Napoli nel giorno in cui i tifosi celebrano il compleanno di Maradona – “Onore a chi ha scritto la nostra storia? recitava lo striscione della curva B – si fa infilzare da sorprendente Chieti che sfrutta al meglio la (solita) giornata storta dei partenopei. Una prestazione inguardabile quella degli uomini di Ventura, il mister napoletano insieme al patron De Laurentiis a fine gara chiederà scusa ai tifosi, che fischiano e inscenano la prima vera contestazione dall’inizio del campionato.Il rientro di Sosa (sbaglia due gol quasi fatti) non riesce a dare una sterzata al campionato degli azzurri: collezionata la quinta partita consecutiva senza vittoria. Come a dire, la strada per la B non è certamente quella intrapresa da Gianello e compagni.
I neroverdi d’altro canto, autori di un bel match condito da tanta grinta e da un pressing asfissiante, a questo punto si candidano a recitare il ruolo di vera sorpresa del torneo. E pensare che dopo il ridimensionamento tecnico deciso in estate da Buccilli, con la conseguente contestazione della piazza teatina che mai ha amato troppo il presidente abruzzese, in molti avevano dato per spacciata la squadra di mister Donati, il quale invece ha sorpreso un po’ tutti, in quanto a gioco espresso e soprattutto in quanto a risultati. Sesto posto per i neroverdi ad appena tre lunghezze dalla vetta. Inimmaginabile.
Clima pesante anche quello che si respira a Foggia. Un pari brutto e noioso, con i rossoneri privi di gioco e di idee, è andato in onda allo stadio Tomei di Sora, dove i due portieri non sono mai stati seriamente impegnati. Oliveria sembra il lontanissimo parente del goleador che hanno ammirato a Cagliari, Firenze, Como e Catania. Che gli è successo? Il peso degli anni? Dopo il 90° la società dauna ha proclamato il silenzio stampa – Giannini rischia?.
Dall’altra parte della barricata non c’è da stare tanto più allegri visto che i punti in classifica relegano i ciociari al penultimo posto. Segnali deprimenti quelli annotati ieri, per mister Capuano ci sarà molto da lavorare per compiere l’ennesimo miracolo in terra laziale.
Delusione anche in Abruzzo, sponda teramana, per il pareggio casalingo nel sentitissimo derby col Giulianova. I giallorossi hanno pensato solo a difendersi, mentre i padroni di casa si sono sbattuti nel tentativo di allontanarsi dalla zona “calda? della graduatoria. Tre legni, un pizzico di malasorte ed anche un po’ di imprecisione hanno impedito ai biancorossi di centrare una vittoria salutare, in moli sensi. I cugini abruzzesi vanno avanti con la “politica? dei piccoli passi. Redditizia fino a quanto, è difficile dirlo…
Altra sfida di bassa classifica Cittadella-Vis. I veneti colgono meritatamente i primi tre punti della stagione, nonostante dopo una gara “garibaldina? si fossero fatti nuovamente raggiungere dalla squadra ospite. Un autogol del vissino Serafini ha rimesso le cose a posto consentendo ai granata di agganciare il “gruppone? (Martina, Giulianova e Teramo) appaiato in classifica ad 8 punti. Per i marchigiani invece l’ultima poltrona adesso è una triste (e preoccupante) realtà.

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